Aldo Moro è sepolto a Torrita Tiberina, un pugno di case arroccate a strapiombo sul Tevere. La tomba, nascosta nell'angolo estremo del cimitero, è molto semplice e solo il nome scolpito nel marmo ricorda che lì è seppellito uno dei maggiori protagonisti della vita politica italiana del dopoguerra. Ma un particolare colpisce l'osservatore e forse aiuta a capire per quale motivo Moro, nelle angoscianti lettere scritte durante il sequestro nella primavera del 1978, chiese di essere tumulato proprio lì, in quel piccolo camposanto sospeso sulla sommità di una collina. Un finestrone circolare lascia penetrare un intenso fascio di luce ed è come se un grande occhio guardasse per sempre la sconfinata vallata sottostante, che si può senza fatica immaginare attraversata da millenari eserciti, commerci e civiltà che hanno segnato la sua antichissima storia, rendendo quella conca verdeggiante un battuto crocevia di comunicazione e di scambio tra Nord e Sud.
Archivi Aprile 2008
Continua a leggere Le tre Italie di Moro - La Stampa, 29 aprile 2008
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Presentazione della trasmissione:
Delitto Moro: negli scritti dalla prigionia la traccia
di un segreto
Il nostro viaggio nel ricordo e nel tentativo di spiegazione del delitto Moro, fa tappa oggi sul tema degli "scritti dalla prigionia". Moro redasse quasi cento lettere, quasi tutte recapitate, anche se molti dicono ufficialmente di non averle ricevute, e piu' di 400 fogli di memorie, che costituivano le risposte all'interrogatorio dei suoi carcerieri. Una parte di questi testi fu resa pubblica già durante i 55 giorni, ma non venne considerata autentica.

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