babele

Archivi Novembre 2008

Un adagio mai troppo abusato recita che la storia si fa con i documenti. Tuttavia, per quanto concerne lo studio di temi come il terrorismo e lo stragismo o di personalità come Moro, la strada per i ricercatori si trasforma spesso in un percorso a ostacoli, ricoperto da uno stratificato pulviscolo di diffidenza, ostruzionismo e opacità dei comportamenti, che rende il loro cammino ancora più arduo. 

Non saremo noi a smentire il refrain che in queste ore accompagna nelle nostre contrade il trionfo di Obama: ha vinto, ancora una volta, il sogno americano della più grande democrazia del mondo. Un'opinione comune che unisce sinistra e destra, quanti scommettevano su di lui, venendo irrisi, e quanti, fino a ieri l'altro, menavano vanto delle pacche sulle spalle ricevute nel ranch dell'ex-imperatore George W. Bush; i cantori dell'America profonda (fucili, petrolio, fondamentalismo religioso e drugstore), destinati a un eterno trionfo globale sulla scia del pensiero teocon, e la spaurita pattuglia di nevrotici metropolitani ermafroditi, dispersi tra New York, Los Angeles e San Francisco, buoni solo a guardare «Sex and the city», ma incapaci di connettersi con la nuova onda conservatrice della storia del mondo.

Pagine

Link

Nuvola etichette