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Archivi Gennaio 2009

La decisione della Santa Sede di rimettere la scomunica ai 4 vescovi lefebvriani ha suscitato la perplessità e le condivisibili rimostranze di molti cittadini italiani, appartenenti alla comunità ebraica e non solo. Prevediamo l'obiezione dei radicali, cattointegristi o laicisti che siano: sono questioni interne alla Chiesa e quindi «silenzio e obbedienza, quando si pronuncia il papa», oppure «chi se ne importa, sono affari loro».
(La Stampa, 28 gennaio 2009)

È trascorso un anno dalla caduta del governo di Romano Prodi, ma sembra un secolo. Oggi, come persino la moglie del Presidente del Consiglio ricordava ieri sulla Stampa, il quadro politico del centro-sinistra appare attraversato da una profonda crisi di fiducia e di prospettive, che ci consegna un Partito Democratico isolato, incapace di tonificare il proprio elettorato e di aggregare nuovi consensi, in sofferenza per l'iniziativa di Di Pietro, colui che sulla carta avrebbe dovuto essere il suo principale alleato. Se per un attimo guardiamo, senza alcuna nostalgia, a quella che fu la Sinistra arcobaleno non scorgiamo altro che pulsioni scissionistiche, lo spettro di ulteriori e inutili frammentazioni e i soliti onirismi comunisti che non preannunciano nulla di buono.
(La Stampa, 24 gennaio 2009)

Nel settembre 1930 Benedetto Croce tenne a Oxford una conferenza in cui denunciava una «sorta di decadenza del sentimento storico quando non addirittura uno spiccato atteggiamento antistorico» dell'età sua, caratterizzata da una diffusa debolezza morale, nevrosi e disperazione che si riverberavano in un'irreversibile perdita di valore della storia. In effetti, in quei mesi, per Croce non c'erano soverchi motivi di ottimismo, non solo in Italia, dove, dopo la stipula dei Patti Lateranensi si andava consolidando il regime fascista, ma soprattutto in Europa in cui ormai si era infranta l'onda della crisi economica dell'ottobre 1929.
I libri, come certi amori, a volte ritornano. È questo il caso dell'Autobiografia di un picchiatore fascista di Giulio Salierno, un successo editoriale quando fu pubblicato nel 1976 per i tipi Einaudi, oggi riproposto dalla Minimum fax (euro 14) con una prefazione di Sergio Luzzatto e una nota della figlia dell'autore Simona. Un libro postumo due volte: Salierno è morto nel 2006 e la storia che racconta è ormai lontanissima da noi, eppure, a distanza di oltre 30 anni, si rinnovano le ragioni del suo interesse.

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