Italia troppo stabile per la Cia


Dopo anni trascorsi a discettare di doppio
Stato, di lealtà diverse e sovrapposte e di sovranità limitata delle classi
dirigenti della penisola, oggi gli studiosi dell’Italia contemporanea inclinano
a dirsi immuni da questa retorica storiografica e si profondono in giuramenti
affatto diversi, a guisa di formule propiziatorie utili a delimitare i confini
della propria cittadinanza storiografica (e non solo).

 (Il Sole 24 ore, 26 luglio 2009)

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Le primarie? La Dc governava senza

La vicenda della candidatura di Beppe Grillo a
segretario del Pd segna un nuovo capitolo. Dopo che i dirigenti nazionali,
appellandosi a cavilli burocratici, avevano rispedito al mittente la proposta
come irricevibile, ieri il comico genovese è riuscito a tesserarsi presso il
circolo irpino di Paternopoli. Tale Andrea Forgione, segretario della locale
sezione, ha dichiarato di volere lanciare «una forte provocazione alla
dirigenza del Pd» e vive così il suo quarto d’ora di celebrità. 

(Il Sole 24 ore, 18 luglio 2009)

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Intervista di Simonetta Fiori




All’ epoca del sequestro Moro, aveva solo sette anni. Di
quei giorni gli sono rimasti dei ricordi confusi, una macchia di nero allungata
sulle bare, le vedove della scorta che piangono i loro morti. «Sono i miei
primi ricordi civili», racconta Miguel Gotor, giovane modernista prestato con
successo alla storia contemporanea.

(la Repubblica,
15 luglio 2009)

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Un tram chiamato Manifesto

Valentino Parlato mi accoglie con qualche
esitazione mista a curiosità nella sua casa al centro di Roma, che  nasconde, pur trovandosi al secondo
piano, un sorprendente giardino pensile. Nell’ingresso attira la mia attenzione
il ritaglio ingiallito di un giornale incorniciato: «6 persone rimpatriate per
attivismo comunista sovversivo», recita il titolo del Neo Sunday Ghibli
dell’11 novembre 1951. Tra gli imbarcati
sul piroscafo Celio, che riporterà a casa i «sovversivi», c’è il ventenne
Parlato. La sua avventura dentro la sinistra italiana inizia da lì, dal trauma
di quell’espatrio forzato dalla Libia in mano agli inglesi, dove era nato
perché il padre lavorava all’ufficio delle imposte di Tripoli ai tempi della
colonizzazione fascista. 

(Il Sole 24 ore, 12 luglio 2009) 

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Da Lotta continua a Sconfitta continua



L’attuale gruppo
dirigente del centro-sinistra sembra colpito da una brutta sindrome, quella del
perdismo. Un tic cultural-politico che impedisce loro, subita una sconfitta
elettorale, di archiviarla per ripartire di slancio verso nuove sfide. In
fondo, è una forma di deresponsabilizzazione: dal 1994, quando Berlusconi è
sceso in campo, sono trascorsi quindici anni in cui il centro-sinistra ha
espresso tre presidenti della Repubblica e ha governato per oltre la metà del
tempo. Ha vinto due volte le elezioni e tre le ha perse, un 3-2 che nel calcio
sarebbe il segno di una partita combattuta.

(Il Sole 24 ore, 11 luglio 2009) 

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