Dopo anni trascorsi a discettare di doppio
Stato, di lealtà diverse e sovrapposte e di sovranità limitata delle classi
dirigenti della penisola, oggi gli studiosi dell'Italia contemporanea inclinano
a dirsi immuni da questa retorica storiografica e si profondono in giuramenti
affatto diversi, a guisa di formule propiziatorie utili a delimitare i confini
della propria cittadinanza storiografica (e non solo).
(Il Sole 24 ore, 26 luglio 2009)

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