Rischi di una sinistra anti-italiana

Perché la sinistra europea, quella che un tempo
chiamavamo socialdemocrazia, continua a perdere contro il centro-destra, pur in
tempi di crisi economica che dovrebbero, in teoria, incoraggiarla? Per capirlo,
almeno per quanto riguarda l’Italia dobbiamo tornare a qualche giorno fa. Nel
corso della presentazione di un libro di Biagio De Giovanni, A destra tutta.
Dove si è persa la sinistra?
(Marsilio),
Massimo D’Alema ha affermato che ci sarebbe «un anti-berlusconismo che sconfina
in una sorta di sentimento anti-italiano. Questa concezione di una minoranza
illuminata che vive in un Paese disgraziato è l’approccio peggiore, subalterno,
che possiamo avere. Piuttosto bisogna sforzarsi di capire le ragioni della
destra. Una destra nuova, post-liberale, anzi spesso illiberale».

(Il Sole 24 ore, 30 settembre 2009)


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La storia c’è…ma non si vede. Cinema & Memoria

Marco Bellocchio
nel corso della sua ormai lunga carriera ha affrontato a più riprese il tema
del rapporto fra cinema e storia. Per restare ai film più recenti, basti
ricordare Buongiorno, notte
(2003),
in cui si è soffermato sulla tragica vicenda del rapimento e dell’uccisione di
Aldo Moro, oppure Vincere
(2009),
ove ha ricostruito una storia sino a oggi poco conosciuta al grande pubblico,
quella dell’esistenza di un figlio segreto di Benito Mussolini rinchiuso
insieme con sua madre in manicomio fino alla morte prematura di entrambi.

(Il Sole 24 ore, 20 settembre 2009)

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Il «bersanese» non è moderno, con la risposta dell’on. Pierluigi Bersani su «Il Sole 24 ore» del 13 settembre 2009

La lingua con cui un uomo politico esprime le proprie
idee non è meno importante delle idee stesse, dal momento che il lessico, il
fraseggio, le metafore, le ricorrenze e i tic espressivi di un oratore possono
rivelare le sue effettive intenzioni, quasi a prescindere dal contenuto formale
del dettato.

(Il Sole 24 ore, 12 settembre 2009)

 

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