Il Pd un elefante immobile travolto dai candidati Avatar

Con procedure diverse sono stati scelti i
candidati del centrosinistra in due regioni di strategica importanza come la
Puglia e il Lazio. È inevitabile che gli amanti della politologia discetteranno
sui criteri di selezione adottati (primarie sempre, primarie mai, solo quando
conviene, solo quando non conviene), ma ciò che più importa sono gli esiti «a
prescindere», ossia le possibilità che i due candidati prescelti avranno di
vincere contro il centrodestra e poi, eventualmente, di governare le due
regioni. Anzi, la variabilità degli stili adottati nel Lazio e in Puglia è lì a
dire che intorno alle primarie non si gioca affatto una battaglia di principio,
ma di più scaltre convenienze, un puro mantello metodologico depositato sul
nudo corpo della politica, a coprire convincimenti, rapporti di forza e
interessi.

(Il Sole 24 ore, 27 gennaio 2010)

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Il filo della storia smarrito nella rete

Il dibattito aperto dall’editoriale del
direttore del Sole 24 Ore sull’attendibilità del web, la necessità di darsi
regole condivise insieme con strumenti di verifica delle informazioni e le
vivaci reazioni del cosiddetto popolo della Rete sono la spia dell’importanza
delle questioni sollevate dall’articolo e della sensibilità con cui sono
vissute da una parte degli utenti di internet.


(Il Sole 24 ore, 17 gennaio 2010)

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Un 30% di buon senso tra i banchi di scuola

Nei
giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha proposto di
fissare un tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle prime classi
elementari, medie e superiori. L’idea non sembra solo ispirata a principi di
buon senso, ma è anche condivisibile per ragioni di carattere culturale, civile
e politico. Anzitutto, non appare opportuno creare delle concentrazioni di
studenti stranieri in determinate classi e scuole che tendono a configurarsi -
come è stato detto – in ghetti di fatto, ossia a diventare il prolungamento
scolastico di agglomerati urbani ad alta densità di immigrazione.

(Il Sole 24 ore, 14 gennaio 2010)

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L’indifferenza nordista per una bomba italiana

La bomba della ‘ndrangheta
esplosa davanti alla Procura generale della Repubblica di Reggio Calabria è un
segnale inquietante perché colpisce i simboli e i luoghi delle istituzioni,
laddove sono più fragili ed esposti che altrove. Quando si colpisce una Procura
della Repubblica si vuole «attaccare il cuore dello Stato», una formula antica
e lutulenta che ricorda come la strategia adottata dalle cosche sia intimamente
terroristica.

(Il Sole 24 ore, 6 gennaio 2010)


 


 

 

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