Il «caso Moro» ostaggio di fiction e giudiziaria

Martedì 16 marzo ricorre l’anniversario della strage
di via Fani, quando Aldo Moro fu sequestrato e gli agenti della scorta Raffaele
Jozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi
vennero trucidati da un commando terrorista. Col trascorrere degli anni, la
strage di via Fani, il rapimento e la morte dell’uomo politico democristiano si
sono trasformati in un luogo paradossale della memoria pubblica italiana
giacché tutti sono inclini ad affermare il valore simbolico e periodizzante di
quei 55 giorni nella storia repubblicana, ma non esiste probabilmente un altro
argomento in grado di suscitare divergenze interpretative tanto profonde e
laceranti e un comune sentimento di irrisolutezza.

(Il Sole 24 ore, 14 marzo 2010)

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Il bipolarismo naviga a vista

Il corpo italiano è
sottoposto a una fibrillazione ormai ventennale che ripropone continue
variazioni sul tema di un medesimo conflitto: Berlusconi sì, Berlusconi no,
oppure dipende. I più ottimisti per descrivere questa lunga fase osano ancora
parlare di “transizione” e intanto i loro capelli si sono fatti
sempre più bianchi. In realtà, un sistema politico che per due decenni indossa
lo stesso abito narrativo è lì a dire che quel vestito, bello o brutto che sia,
lo ha scelto e da esso si sente rappresentato. 

(Il Sole 24 ore, 6 marzo 2010)

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