Simposi rosminiani – Cattolici carsici nella politica

Al
termine della Resistenza, con la nascita della democrazia repubblicana, i
partiti di massa e i sindacati hanno conosciuto una notevole fortuna come
promotori attivi di rappresentanza politica. Nonostante le profonde diversità
ideologiche e culturali acuite dalla «guerra fredda» tutti i partiti presenti
in Parlamento, non solo quelli del cosiddetto arco costituzionale, hanno avuto
il merito di concentrare nell’Assemblea il confronto politico e la competizione
per il governo del paese. In questo modo le grandi organizzazioni di massa
hanno provato a riempire il tradizionale distacco fra le istituzioni e la
società civile raggiungendo traguardi insperati per l’ancora giovane democrazia
italiana.

(Il sole 24 ore, 29 agosto 2010)



 

 

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Lezioni dalla storia. Giovanni Giolitti, «Fidatevi, vi servono unità e la Costituzione che avete»


Ammetto di aver voluto fare lo spiritoso
quando fissai l’appuntamento davanti al Caffè Giolitti. Mi rispose che si ricordava
il giorno dell’inaugurazione, nel 1900, e aveva proprio voglia di riassaporare
un bicchierino di rosolio. Quando arrivai, era già seduto al tavolino con
davanti un’enorme coppa di gelato, i baffoni a manubrio irrimediabilmente
incremati. Osservava incuriosito il via vai di gente che oltre la vetrina
sciamava nella calura estiva, le canottiere sudate, i bermuda colorati, ai
piedi delle strane pantofole che lasciavano scoperte protuberanze bitorzolute.

(Il sole 24 ore, 24 agosto 2010)


 

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Al maestro Moro fedeltà impossibile – la morte di Francesco Cossiga

Il
dramma di Cossiga, dentro il turbine della tragedia Moro, è racchiuso in una
foto scattata in una giornata grigia che lo ritrae in ginocchio davanti alla
cappella ove è seppellito l’uomo di governo democristiano: il volto deformato
dai singhiozzi e segnato dal rimorso, la mano a coprire il viso in un gesto di
estremo riserbo catturato dal fotografo; eppure il cancello è chiuso, la tomba
irrimediabilmente inavvicinabile per tanti, ma soprattutto per lui. È noto che
quei 55 giorni lo marchiarono a fuoco sul piano fisico e psicologico: i capelli
si imbiancarono di colpo, la pelle iniziò a riempirsi delle macchie della
vitiligine. In quella primavera 1978 Cossiga aveva 50 anni che incominciarono a
pesare di botto sulle sue spalle, insieme con le scelte compiute, le
responsabili omissioni, le fiducie mal riposte, i ferali errori, il potere
avuto e quello che ancora lo attendeva.

(Il sole 24 ore, 18 agosto 2010)

 

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In politica non c’è partita (a due)

Il modo in cui è
stata respinta la mozione di sfiducia al sottosegretario Caliendo rivela come
l’Italia si appresti a vivere uno scenario che ha il sapore del deja vu
, solo a parti invertite: sembra il gioco dell’oca. Se
nel 2006 era Prodi a dover contrattare giorno per giorno la sua maggioranza,
nei prossimi mesi assisteremo a un’analoga azione da parte di Berlusconi, che,
a parole, minaccerà le elezioni anticipate un giorno sì e l’altro pure, ma, nei
fatti, proverà a stare in piedi aprendo il calciomercato, come già ai tempi del
governo Prodi, intercettazioni docet.


(Il sole 24 ore, 5 agosto 2010)

 

 

 

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