Quando l’Italia sapeva ancora sognare il futuro

Nell’agosto 1945 Alcide De Gasperi tenne un discorso al Consiglio Nazionale della Dc in cui ricordò che, a soli quattro mesi dalla fine della guerra di Liberazione, gli italiani si mostravano «stanchi dei partiti», in preda a una «atarassia dilagante». Negli stessi mesi un protagonista della lotta partigiana come Emilio Lussu notava amareggiato che il «”partito del malcontento” in Italia era sempre esistito sin dai tempi “di Pasquino e Marforio”», e «si sarebbe potuto chiamare movimento o partito “piove, governo ladro!”».

(Il sole 24 ore, 24 ottobre 2010)

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Quando gli italiani danno il meglio di sé

Una sera d’estate in una terrazza romana a parlare con un amico, capitano di ritorno dall’Afghanistan: la moglie aspetta un bambino e lui ha rinunciato a tutte le ferie intermedie per poter rientrare con un mese di anticipo e assistere alla nascita del figlio. Negli occhi il cielo di Kabul, quello vero, più intenso di quello che abbiamo vagheggiato inseguendo con la fantasia «il cacciatore di aquiloni».

(Il sole 24 ore, 10 ottobre 2010)

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C’erano una volta i cattolici democratici

Una donna che scrive intrecciando volontà e riflessioni, «progetti e gratitudini». Questa è la prima impressione che si prova leggendo il libro di Paola Gaiotti de Biase tra pochi giorni in libreria, Passare la mano. Memorie di una donna dal Novecento incompiuto (Viella, euro 28). Non una semplice autobiografia privata, ma un originale contributo alla critica di se stessa di crociana memoria, in cui lo spazio personale è sempre collegato all’impegno civile e religioso.

(Il sole 24 ore, 10 ottobre 2010)

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Si naviga a vista verso elezioni con questo sistema

Il crudo pallottoliere parlamentare dice
che Berlusconi è stretto tra il vecchio partito di Bossi e quello nuovo di Fini
che lo tengono sollevato per le braccia come i due carabinieri di Pinocchio.
Certo, il protagonista della storia è sempre lui, ma ha una maggioranza più
utile a vivacchiare che a governare e che rischia di arenarsi al primo scoglio
affiorante sotto il pelo dell’acqua. In effetti, mai come ora si naviga a vista
perché davanti a noi si staglia un orizzonte incerto ove si intravedono tre
possibili approdi.

(Il sole 24 ore, 2 ottobre 2010)

 

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