La rivincita della piazza

Per anni ci siamo cullati nell’idea che la piazza telematica avrebbe oscurato quella reale, ma gli ultimi avvenimenti rivelano che internet rappresenta un collante in grado di riportare l’agorà al centro del dibattito pubblico. Non la piazza virtuale, bensì quella esistenziale che si riempie di corpi, di colori e di «sentimenti contro», come l’indignazione e la rabbia.
(la Repubblica, 26 maggio 2011)

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Il ladro di realtà

Ora che Fassino ha conquistato Torino di slancio e che Pisapia ha staccato la Moratti di sette punti in percentuale sono in tanti a dire: «io l’avevo detto». Prima di questi risultati, però, l’orizzonte di attesa era ben diverso: Berlusconi, proprio nella sua città, doveva dimostrare di essere, ancora e nonostante tutto, in sintonia con la pancia del Paese, al massimo insidiato dal successo di una Lega finalmente moderata; a livello nazionale il Terzo polo era destinato a veleggiare con il vento in poppa degli auspici, mentre i coccodrilli per il Pd di Bersani, «il caro estinto», erano gia pronti. Costa ammetterlo, forse più a sinistra che a destra, ma le cose stavano così.
(la Repubblica, 19 maggio 2011)

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Lo Stato siamo noi

Si celebra oggi il quarto anniversario del “Giorno della memoria” per le vittime del terrorismo, fortemente voluto dal presidente della Repubblica all’inizio del suo mandato. L’appuntamento di quest’anno costituisce un “omaggio particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane”. Anzitutto i magistrati, caduti per “difendere la legalità democratica” come ha scritto il Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

(la Repubblica, 9 maggio 2011)

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Le vite degli altri il romanzo popolare delle biografie

Siamo sempre più ossessionati dalle vite degli altri che, come tanti fantasmi, popolano i nostri racconti al cinema e in televisione, nei libri di storia e in quelli della non-finction. Un genere antichissimo come la biografia sta attraversando una seconda giovinezza e non si narrano soltanto le gesta di defunti celebri come Malcom X o Gandhi, ma anche le azioni di uomini ancora in vita come lo scrittore Gabriel García Márquez o mister Apple Steve Job.

(la Repubblica, 30 aprile 2011)

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