La lezione di D’Urso

È morto a Roma il magistrato Giovanni D’Urso, trent’anni dopo il suo rapimento da parte delle Brigate rosse. Venne sequestrato il 12 dicembre 1980 perché era addetto alla direzione generale degli affari penitenziari e fu tenuto prigioniero fino al 15 gennaio 1981. In quei mesi l’Italia viveva un tempo plumbeo e sconsolato dal momento che l’offensiva brigatista insanguinava le strade con cadenza quotidiana avendo conquistato, dopo il successo dell’operazione Moro, la supremazia all’interno del «partito armato».

(la Repubblica, 28 settembre 2011)

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L’epitaffio del Carroccio

L’affettuosa carezza che un Berlusconi torvo e cinto d’assedio ha lasciato scivolare sul capo ormai canuto di Bossi e lo sguardo fragile e smarrito, si direbbe bambinesco, di quest’ultimo riescono persino a fare tenerezza: nulla meglio di una simile immagine racconta l’impasto umano di questa strana coppia di lombardi, il lievito che ha alimentato il tanto potere spartito insieme in questi anni.

(la Repubblica, 24 settembre 2011)

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La verità del Quirinale

Come una biglia che corre lungo un piano inclinato,  l’Italia si sta avvicinando alla resa dei conti,  al momento in cui la crisi economica e quella  politica si daranno la mano. Negli ultimi due anni Silvio  Berlusconi e una schiera di opinionisti strabici e  compiacenti hanno fatto ogni sforzo per occultare  questo fatale appuntamento, ma il cambio di passo che  il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha  imposto alla sua azione è il miglior indicatore della drammaticità raggiunta dalla situazione.

(la Repubblica, 10 settembre 2011)

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