Il memoir di Riotta tra viaggi e passioni

Gianni Riotta ha intrapreso il mestiere di giornalista a 17 anni con il cuore e con la testa immersi dentro un’altra epoca, il Novecento perduto, quando il ticchettio delle linotype ricordava quello della pioggia e le furibonde ideologie mescolavano rabbia e speranze. Oggi, forse mosso dal complesso di appartenere a una generazione che ha più ricevuto che dato, racconta in Le cose che ho imparato (Mondadori, pagg. 304, euro 12) i momenti più significativi della propria educazione all’arte della vita.

(la Repubblica, 19 dicembre 2011)

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I privilegi della Chiesa e le ambiguità della legge

Le polemiche di questi giorni sul pagamento dell’Ici da parte della Chiesa cattolica lasciano riaffiorare un fascio di atteggiamenti antichi: da un lato, l’impuntatura anticlericale, carica di pregiudizi e di non poca disinformazione, dall’altro la chiusura a riccio del fronte clericale che vede nella semplice sollevazione della questione un’aggressione alla Chiesa come istituzione.

(la Repubblica, 18 dicembre 2011)

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Tre abiti per convivere con il berlusconismo

Sono trascorsi soltanto una ventina di giorni dall’uscita di scena di Berlusconi come uomo di governo, eppure sembra passato un secolo. Tuttavia, schiacciati come siamo dall’urgenza della crisi economica, non abbiamo ancora metabolizzato in pieno la novità sul piano della civiltà dei rapporti politici e del rasserenamento dell’intero sistema istituzionale. Il Cavaliere svolgeva un’indubbia funzione catalizzatrice e destabilizzante al tempo stesso, e l’avere sciolto sia la contraddizione, sia l’anomalia conseguente è il risultato più significativo di questa nuova e incerta fase politica.

(la Repubblica on-line, 1° dicembre 2011)
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