I redditi dei ministri e il dovere dell’equità

I ministri hanno pubblicato i loro redditi, un atto di trasparenza doveroso atteso da tempo. I dati confermano che i membri dell´esecutivo dichiarano di guadagnare assai più della media degli italiani, con tre picchi milionari.Piero Gnudi, Corrado Passera e Paola Severino la quale, con un reddito di sette milioni di euro lordi, conquista la palma d´oro, ma anche il traguardo del contribuente più munifico con oltre quattro milioni di tasse pagate.

(la Repubblica, 22 febbraio 2012)
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Intervista su «Il Ponte»: Il memoriale Moro e l’anatomia del potere italiano di Gianfranco Ferrero

D: Perché uno storico del Seicento inizia a studiare il caso Moro?

R: Non ho una memoria diretta di quell’evento perché all’epoca dei fatti avevo solo sette anni. A un certo punto del mio percorso di studioso di storia mi è sembrato interessante annullare la distanza temporale che aveva caratterizzato i miei lavori precedenti e lavorare su una realtà documentaria ancora precaria e in formazione. Del resto, la storia è una sola e le distinzioni tra periodi hanno una loro ragion di essere solo sul piano accademico, ma non su quello scientifico. Oggi la mia scelta è considerata anomala in quanto è cresciuta a dismisura la specializzazione, ma fino agli anni Settanta era normale che uno studioso di storia moderna si cimentasse anche con argomenti più recenti. Da questo punto di vista, il mio è dunque un ritorno al passato. Ho lavorato su questi documenti sia adottando il metodo critico-filologico tradizionale, sia quello del “paradigma indiziario” proposto da Carlo Ginzburg, il quale è stato lo storico che più di ogni altro negli ultimi decenni ha esplorato i confini della nostra disciplina, nella convinzione che fosse necessario contaminarla con altri saperi per affrontare la crisi che caratterizzava il cuore del suo statuto. Ho trattato le fonti come se fossero dei manoscritti del Seicento, praticando la massima partecipazione intellettuale e distanza emotiva di cui potevo essere capace. Questa è stata la prima scelta.

(«Il Ponte», gennaio 2012)