Così Aldo Moro comprese il ’68

Aldo Moro i giovani li aveva in casa: i suoi quattro figli, nati dal 1946 al 1958, e dunque cresciuti tra il movimento del ‘68 e  quello del ’77, negli anni della contestazione. Questo dato personale fece di lui l’uomo politico che forse più di ogni altro si sforzò di capire quel convulso, ma frastagliato decennio culminato con la sua morte per mano brigatista.

(la Repubblica, 13 settembre 2012)

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Addio a Corrado Vivanti, curò la “storia” Einaudi

È morto sabato a Torino lo storico Corrado Vivanti. Non si può comprendere quel che egli è stato veramente senza tenere conto del suo amore per la storia e della sua capacità di trasferirlo agli studiosi più giovani, ai quali indicava un cammino, spesso con partecipate lettere dall’armoniosa calligrafia, con pazienza e generosità.

(la Repubblica, 10 settembre 2012)

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Gli occhi di Silvia sugli anni spietati

Padova è una città stretta e profonda che, durante gli anni Settanta, si è trasformata nel principale laboratorio della strategia della tensione, una polveriera in cui sono esplosi contemporaneamente sia il sovversivismo nero che quello rosso. È la città dei neofascisti Franco Freda e Giovanni Ventura, ma anche del leader di autonomia operaia Toni Negri. In un fazzoletto di vie, separate da barriere invisibili che le dividevano in rosse, nere e neutrali, si è consumato uno scontro sempre più feroce tra opposte fazioni, un’orrenda «via Pal» della violenza e del sangue che oggi in molti preferiscono rimuovere.

(«la Repubblica Sera», 31 agosto 2012)

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