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«Stop ai lavavetri a Firenze, pena l'arresto». Era fine agosto del 2007 e sui media nazionali impazzava l'ordinanza di un assessore alla sicurezza e vivibilità urbana, Graziano Cioni, che trasformava spugna, spatola di gomma e secchio in tanti corpi di reato.

(Diario, maggio 2009)

Il ruolo svolto dalle gerarchie ecclesiastiche nella storia del nostro paese è un orientamento antico che si basa su profonde e robuste radici storiche. All'origine dell'annosa questione sono le particolari condizioni di formazione dello Stato italiano che raggiunse l'unità soltanto dopo avere ridotto lo Stato della Chiesa ai minimi termini politici, territoriali, militari ed economici. Per secoli esso si era esteso da Terracina, al sud, fino a Bologna, al nord, occupando una superficie di circa 40.000 mila chilometri quadrati e tagliando in due la penisola italiana. Ma nel corso del Risorgimento la storia, con la perentorietà e l'evidenza delle sue lezioni confermò la rabdomantica preveggenza del noto giudizio di Niccolò Machiavelli, per il quale «non essendo adunque stata la Chiesa potente da potere occupare la Italia, né avendo permesso che un altro la occupi, è stata cagione che la [Italia] non è potuta venire sotto uno capo, ma è stata sotto più principi e signori, da' quali è nata tanta disunione e tanta debolezza che la si è condotta a essere stata preda, non solamente de' barbari potenti, ma di qualunque l'assalta».

(Diario, 20 febbraio 2009)

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Maggio 2009: Archivio mensile

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