Altre rivelazioni sul caso Moro e il solito depistaggio dei servizi

Una nuova rivelazione – l’ennesima – cade sul cosiddetto caso Moro, ma non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Infatti, ciò avviene alla vigilia dell’istituzione di una nuova Commissione di inchiesta parlamentare sulla tragica vicenda ed è verosimile aspettarsi che altri segnali di questo tipo si susseguiranno nei prossimi mesi.

(la Repubblica, 24 marzo 2014)

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Paolo Mieli e il terzismo come categoria storica

L’espressione «uso pubblico della storia» fu utilizzata per la prima volta nel 1986 da Jürgen Habermas nel corso di un dibattito sul tema delle responsabilità tedesche nella Shoah. Egli se ne servì per distinguere il lavoro scientifico dello storico dal dibattito pubblico sui mezzi di comunicazione di massa, privilegiando la dimensione etico-civile del primo a discapito del secondo.

(la Repubblica, 2 gennaio 2014)

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Una vita, un libro: «C’è Svevo per Gotor» intervista a cura di Stefano Brusadelli

Sostiene Miguel Gotor che il disordine della propria biblioteca (anche se lui preferisce parlare di “un principio d’ordine che non sempre si riesce a soddisfare”) può anche offrire qualche vantaggio. Per esempio, la gioia di ritrovarsi improvvisamente tra le mani un volume che si era dato per perduto. E del resto per questo storico specializzato in santità, inquisizioni, eresie (ma anche di Aldo Moro) l’accettazione del caos come orizzonte dell’esperienza umana è una chiave di interpretazione costante che lo guida nella ricerca scientifica, nell’approccio alla politica italiana (ora è senatore del Pd) e persino nella scelta delle letture.

Qual è il libro della sua vita ?

Non indico un titolo, ma una trilogia. I romanzi di Italo Svevo: “Una vita”, “Senilità” e “La Coscienza di Zeno”. Li ho letti tra gli anni del liceo e quelli dell’Università. Confesso che poi non ho più ripreso nessuno dei tre, ma le suggestioni che ne ho ricavato non hanno mai smesso di operare dentro di me.

(Domenicale de “Il sole 24 ore”, 6 ottobre 2013)

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Quando Dio gioca con il capitale

Il tradizionale dibattito storiografico sulle origini del capitalismo si è arricchito in questi anni di una nuova prospettiva. Diversi studiosi, si pensi a Jack A. Goldstone e a Paolo Prodi, si sono interrogati sulle ragioni dell’espansione europea nel corso dell’età moderna, valorizzando il ruolo svolto dalla religione cristiana nel determinare questa spinta verso l’esterno sia a causa dei conflitti fra cattolici e protestanti, sia per le continue tensioni con le altre due religioni monoteiste presenti nello spazio europeo, l’ebraismo e l’islamismo.

(la Repubblica, 21 agosto 2013)

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Quando la memoria cancella la storia. La riflessione di Franco Benigno sulla modernità

Viviamo un tempo incerto in cui il vecchio mondo è finito, ma il nuovo non nasce ancora. Le diverse discipline del sapere sono da tempo consapevoli di questa crisi che può costituire anche un’opportunità per riflettere sui propri statuti e sulle nuove direzioni da intraprendere. Anche la storia non sfugge alla tensione di questo destino analitico come rivela il libro di Franco Benigno, Parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia (Viella, euro 26), in cui l’autore, che insegna storia moderna all’Università di Teramo, riflette su alcune categorie utilizzate nel suo mestiere.

(la Repubblica, 12 luglio 2013)

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Sinagoga di Roma, le bombe dimenticate

L’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982, in cui, per mano di un commando palestinese legato ad Abu Nidal, trovò la morte il piccolo Stefano Gaj Tachè e rimasero ferite circa quaranta persone, è stato un tragico episodio troppo a lungo dimenticato dalla memoria pubblica italiana, come una ferita rimossa e dunque mal rimarginata.

(la Repubblica, sabato 22 giugno 2013)

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Processo Moro: ma la verità ormai è un lavoro da storici

Dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro sono trascorsi ormai trentacinque anni. In questo arco di tempo si sono svolte ben sei inchieste giudiziarie e hanno lavorato per oltre un decennio due Commissioni di inchiesta parlamentare, dotate di poteri inquirenti, che hanno raccolto una gran mole di testimonianze e di documenti.

(la Repubblica, 17 giugno 2013)

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