Altre rivelazioni sul caso Moro e il solito depistaggio dei servizi

Una nuova rivelazione – l’ennesima – cade sul cosiddetto caso Moro, ma non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Infatti, ciò avviene alla vigilia dell’istituzione di una nuova Commissione di inchiesta parlamentare sulla tragica vicenda ed è verosimile aspettarsi che altri segnali di questo tipo si susseguiranno nei prossimi mesi.

(la Repubblica, 24 marzo 2014)

Continue reading

Paolo Mieli e il terzismo come categoria storica

L’espressione «uso pubblico della storia» fu utilizzata per la prima volta nel 1986 da Jürgen Habermas nel corso di un dibattito sul tema delle responsabilità tedesche nella Shoah. Egli se ne servì per distinguere il lavoro scientifico dello storico dal dibattito pubblico sui mezzi di comunicazione di massa, privilegiando la dimensione etico-civile del primo a discapito del secondo.

(la Repubblica, 2 gennaio 2014)

Continue reading

Quando Dio gioca con il capitale

Il tradizionale dibattito storiografico sulle origini del capitalismo si è arricchito in questi anni di una nuova prospettiva. Diversi studiosi, si pensi a Jack A. Goldstone e a Paolo Prodi, si sono interrogati sulle ragioni dell’espansione europea nel corso dell’età moderna, valorizzando il ruolo svolto dalla religione cristiana nel determinare questa spinta verso l’esterno sia a causa dei conflitti fra cattolici e protestanti, sia per le continue tensioni con le altre due religioni monoteiste presenti nello spazio europeo, l’ebraismo e l’islamismo.

(la Repubblica, 21 agosto 2013)

Continue reading

Quando la memoria cancella la storia. La riflessione di Franco Benigno sulla modernità

Viviamo un tempo incerto in cui il vecchio mondo è finito, ma il nuovo non nasce ancora. Le diverse discipline del sapere sono da tempo consapevoli di questa crisi che può costituire anche un’opportunità per riflettere sui propri statuti e sulle nuove direzioni da intraprendere. Anche la storia non sfugge alla tensione di questo destino analitico come rivela il libro di Franco Benigno, Parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia (Viella, euro 26), in cui l’autore, che insegna storia moderna all’Università di Teramo, riflette su alcune categorie utilizzate nel suo mestiere.

(la Repubblica, 12 luglio 2013)

Continue reading

Sinagoga di Roma, le bombe dimenticate

L’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982, in cui, per mano di un commando palestinese legato ad Abu Nidal, trovò la morte il piccolo Stefano Gaj Tachè e rimasero ferite circa quaranta persone, è stato un tragico episodio troppo a lungo dimenticato dalla memoria pubblica italiana, come una ferita rimossa e dunque mal rimarginata.

(la Repubblica, sabato 22 giugno 2013)

Continue reading

La morte di Andreotti: “Quando Moro gli scrisse: non sarai mai De Gasperi”

Andreotti si inscrive a pieno titolo dentro una tradizione di realismo politico di origine cattolico controriformata e, in particolare, nella specifica variante della dottrina della ragion di Stato ecclesiastica, di cui è stato l’ultimo interprete novecentesco, il più abile e raffinato. Chi sa non parla e chi parla non sa, giacché si è schiavi delle parole e padroni dei propri silenzi: questi sono stati i due principali comandamenti cui Andreotti ha affidato il segreto di un’eccezionale resistenza dentro i meccanismi del potere nazionale.

(la Repubblica, 7 maggio 2013)

Continue reading

Il dolore calmo di Lucio Magri

È trascorso più di un anno dalla morte di Lucio Magri. L’ ultima volta che lo vidi fu anche la prima della mia vita e conservo una memoria particolarmente vivida di quella giornata. Non so neppure perché, ma mi ritrovai insieme con mia moglie nella sua accogliente casa in piazza del Grillo, seduto su dei lunghi divani bianchi. Tutt’intorno, la giovane moglie Mara, prematuramente scomparsa, sembrava scrutarci dalle foto sugli scaffali di un salotto che in un tempo ormai dissipato aveva ospitato la sede del primo Manifesto, quando Praga bruciava insieme con la speranza che un altro socialismo fosse ancora possibile. Al centro dell’ ampia stanza stava un uomo triste e solo, disperatamente sofferente, fanciullesco nel suo esibito dolore. Aveva appena terminato quello che sapeva essere il suo testamento umano e politico, Il sarto di Ulm. Una possibile storia del Pci, l’ ultima resistenza al vortice di una depressione divorante. Ricordo ancora nitido il disagio di essere ospitati dentro quella tragedia, i nostri tentativi di comunicare con un muro dagli occhi cerulei ancora bellissimi, ma resi smarriti dall’ angoscia.

(la Repubblica, 8 gennaio 2013)

Continue reading

Perché non possiamo non dirci moderni. Sulle opere di Paolo Prodi

Nel corso di un lungo percorso di ricerca lo storico Paolo Prodi ha avuto il merito di affrontare sempre temi di notevole respiro internazionale, riflettendo sull’ architettura costituzionale del potere occidentale e sui rapporti al suo interno tra la dimensione sacrale e quella politica. Con gusto per l’ organizzazione culturale e per il lavoro di squadra egli ha avuto il merito di aprire nuovi sentieri ed esplorare percorsi già battuti da grandi studiosi come Max Weber, Delio Cantimori, Hubert Jedin e Federico Chabod, avendo come bussola la questione della riforma del potere e come direzione l’approfondimento della genesi europea della modernità.

(la Repubblica, 3 gennaio 2013)

Continue reading

Nuove rotte oltre la crisi. Il nuovo libro di Carlo De Benedetti

Bisogna andare verso il mare, verso il sud del nostro riscatto. Questa è la proposta del libro di Carlo De Benedetti, Mettersi in gioco. Una certa idea dell’Italia (Einaudi, 10 euro), un testo pieno di passione civile in cui l’autore indica alcune direzioni di rotta per rimettere in cammino il Paese. Un libro che guarda al futuro con una visione globale: basti dire che Silvio Berlusconi non è mai nominato.

(Venerdì di Repubblica, 2 novembre 2012)

Continue reading