Processo Moro: ma la verità ormai è un lavoro da storici

Dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro sono trascorsi ormai trentacinque anni. In questo arco di tempo si sono svolte ben sei inchieste giudiziarie e hanno lavorato per oltre un decennio due Commissioni di inchiesta parlamentare, dotate di poteri inquirenti, che hanno raccolto una gran mole di testimonianze e di documenti.

(la Repubblica, 17 giugno 2013)

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Così Aldo Moro comprese il ’68

Aldo Moro i giovani li aveva in casa: i suoi quattro figli, nati dal 1946 al 1958, e dunque cresciuti tra il movimento del ‘68 e  quello del ’77, negli anni della contestazione. Questo dato personale fece di lui l’uomo politico che forse più di ogni altro si sforzò di capire quel convulso, ma frastagliato decennio culminato con la sua morte per mano brigatista.

(la Repubblica, 13 settembre 2012)

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L’elettorato riformista e i sacrifici del Pd

Il Partito democratico ha buone ragioni per ritenersi soddisfatto dei risultati di questa prima tornata delle amministrative. E la questione non riguarda tanto il successo elettorale che apparirà più chiaramente tra due settimane, quando la logica dei ballottaggi premierà in prevalenza i suoi candidati o quelli della coalizione di centrosinistra di cui fa parte. In realtà, i motivi di ragionevole ottimismo sono diversi e più profondi in quanto concernono il posizionamento del Pd nel sistema attuale e la solidità, forse sottovalutata, della sua azione politica.

(la Repubblica, 1o maggio 2012)

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Storia di una generazione. Carlo Rivolta e i movimenti degli anni Settanta

Prima di leggere questo libro, già conoscevo il suo protagonista, un fantasma incontrato in emeroteca. Senza sapere nulla di lui, ho potuto parlarci meditando gli articoli che scrisse nel biennio 19771978, quando raccontò sulle pagine di la Repubblica il movimento del ‘ 77 e le violenze metropolitane di autonomia operaia, la tragedia Moro e il diffondersi del terrorismo.

(la Repubblica, 29 marzo 2012)

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Il Pd all’esame del riformismo

Dopo il governo Monti nulla sarà come prima, cantilenano i gattopardi italiani. Dal momento che siamo un Paese gerontocratico dobbiamo però chiederci a quale «prima» si vuol fare riferimento. L’impressione è che ci sia in giro una gran voglia di riesumare un reperto archeologico, gli anni Settanta, con il suo inevitabile rosario di citazioni pasoliniane: a destra l’antagonismo è ridotto a terrorismo in base a un’inedita strategia del rancore, mentre tra i radicali il movimento No Tav è cavalcato per nuocere al Partito democratico, all’eterno grido del tradimento a sinistra. Riflessi antichi, quelli di un sistema anchilosato che si regge solo per il suo irrigidimento da paralitico, avrebbe detto Antonio Gramsci.

(la Repubblica, 3 marzo 2012)

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Quella critica politica che resiste al tempo

L’intervista che Enrico Berlinguer rilasciò a Eugenio Scalfari il 28 luglio 1981 (di cui l’editore Aliberti pubblica ora un’ampia sintesi) è importante perché il segretario del Pci affrontava per la prima volta il tema della questione morale, teorizzando la diversità dei comunisti italiani rispetto al resto del sistema politico italiano.

(la Repubblica, 10 ottobre 2011)

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