Intervista di Maurizio Chierici su «Il Fatto Quotidiano», 18 luglio 2010

Più di
ogni altro paese d’Europa, l’Italia è soffocata da interessi particolari:
corporazioni, direttivi dei partiti che scelgono i candidati, lobbies, massonerie.
Reti segrete che si sovrappongono agli interessi generali della società.
Democrazia zoppa se possiamo ancora chiamarla democrazia…

 Sono convinto
di sì, anche se non da oggi l’Italia è una democrazia difficile che richiede ai
suoi cittadini un impegno e un’attenzione civile fuori dal comune. Il problema
odierno, dentro la cornice di garanzia europea, non è tanto quello della
quantità e delle forme assunte dalla democrazia, ma della sua qualità che tende
a impoverirsi sempre di più. Non è una difficoltà solo italiana, ma riguarda in
generale l’Occidente e in particolare l’Europa. Certo, da noi ricorrono in
forma più acuta alcune costanti della storia nazionale come la delegittimazione
dell’avversario, la rarefazione di un sentimento di coesione, la concentrazione
e la sovrapposizione di interessi economici e politici, la scarsa autonomia
delle professionalità, un pronunciato spirito di fazione. Ripeto, sono problemi
antichi che in momenti di crisi come questo riemergono con virulenza e offrono
l’impressione – sempre ricorrente e sbagliata – di una crisi senza ritorno. Non
è così perché proprio in questi momenti l’Italia è sempre stata capace di
ritrovare in se stessa le energie migliori per reagire.

(Il Fatto quotidiano, 18 luglio 2010) 

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Conferenza sugli anni Settanta – Liceo Marchesi Fusinato, Padova 26 marzo 2010

Per ascoltare la conferenza e vedere l’intervista clicca qui


  • L’uso pubblico della storia contemporanea

             – i reazionari, i conservatori, i rivoluzionari
             – i riformisti
             – cosa vuol dire uso pubblico della storia

  • L’inquadramento storico degli anni Settanta

            – il concetto di crisi
            – il concetto di reduce
            – storia, memoria e verità 

  • Crisi di che cosa?

            – crisi economica. L’austerity
            – l’Autunno Caldo – il movimento operaio
            – la gambizzazione
            – crisi dei partiti
            – crisi sociale: operai, studenti, donne
            – i referendum
            – il doppio volto della crisi

  • La tempesta del terrorismo

          – Il terrorismo di sinistra e il terrorismo di destra
          – lo stragismo neofascista