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	<title>Commenti per Miguel Gotor</title>
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		<title>Commenti su Il «bersanese» non è moderno, con la risposta dell&#8217;on. Pierluigi Bersani su «Il Sole 24 ore» del 13 settembre 2009 di &#8220;Oh ragassi&#8230;&#8221; La lingua contadina di Bersani &#124; Antonio Blunda</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2009/09/il_bersanese_non_e_moderno/#comment-189</link>
		<dc:creator>&#8220;Oh ragassi&#8230;&#8221; La lingua contadina di Bersani &#124; Antonio Blunda</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 19:29:43 +0000</pubDate>
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		<description>[...]  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...]  [...]</p>
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	</item>
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		<title>Commenti su Il dolore calmo di Lucio Magri di emiliano varanini</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2013/01/il-dolore-calmo-di-lucio-magri/#comment-187</link>
		<dc:creator>emiliano varanini</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 08:11:35 +0000</pubDate>
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		<description>La democrazia a colpi di &quot;elimina&quot;.
Alla luce degli ultimi sondaggi, Grillo appare sicuro del fatto suo. Pare che solo il 3% lo abbandoni di fronte alla conferma della linea politica del suo &quot;radicalismo vaffanculista&quot; a tutti gli altri partiti dell&#039;emiciclo senatorio e camerale. E&#039; evidente che a questo punto occorre valutare chi sia e dove vada Grillo nella storia , e nella politica italiana.
1. La tattica del &quot;vaffanculismo&quot; è solo strategia mediatica. Quindi più che un populista grillo è uno attento sfruttatore del sistema media, e quindi un &quot;attentatore&quot; mediatico oltre che attizza focoloai, spargi odio di professione a fini elettorali. Più urli più ti danno il voto. La versione &quot;pseudo&quot; rivoluzionaria di uno sgarbi, di cui pare in gioventù essere stato amico.
2. il linguaggio. Grillo si esprime in un linguaggio disarticolato da qualsiasi forma di umanesimo, e lettterata civilità. IL suo linguaggio , tipico dei venti-trentenni, è proprio dei social network della quick press dei notebook. Disumano e giovanile. adatto a proporre contenuti pararivoluzionari alle nuove generazioni che non hanno il tempo nè il modo di approcciare diversamente in questo bombardamento di parole. 
3. i temi. Grillo non attacca nessun comportamento specifico della mala politica italiana, di fronte a tanti scandali , usa il tono del moralizzatore &quot;generalista&quot;. Meno costi. Meno sprechi. Poi dice anche via i sindacati . Motivazione : meno costi meno sprechi. poi dice via la RAI. motivo ? meno costi meno sprechi. SU gli ospedali. pubblici sul costo dei medicinali che dira?  poi i giornali . dice via al finanziamento pubblico. Meno costi meno sprechi. tuttavia non cita se  deve essere abolito solo il contributo e non il contributo  indiretto  per le spese generali ( che il fatto quotidiano regolarmente percepisce ) , tariffe postali agevolate, agevolazioni sugli abbonamenti e rimborsi che le Poste si fanno pagare dallo Stato, oppure parla di  spazzare via tutto, con il rischio dell&#039;impossibilità per la stampa libera di aprire.
4- Chi è Grillo . Grillo è un comico istrionico artista, dotato di molteplici  talenti, probabilmente gravemente depresso ( mi ricordo di aver visto un suo spettacolo dove lui confessava di ficcarsi ogni tanto una mezz&#039;ora al giorno in una bara per tenersi sù di morale,  nello spettacolo ci si ficcava realmente)  da sempre sostiene alcune di queste cose che dice. Ma non tutte.E&#039; genovese. Con ovvia monomaniacale ossessione sul risparmio. Ma il Grillo politico , il Grillo che vediamo adesso e che presto muterà ancora, non è e non sarà più  lui. E&#039; una &quot;cosa&quot; mutuata dalle strategie di casaleggio, dall&#039;appparato para militare disposto da M5s  su internet con 5 o 6 dirottatori di consensi , blogger, per regione. da un nucleo di attivisti fedelissimi , che per errore sono finiti nei consigli regionali invece che in parlamento per mancata previsione del successo elettorale. L&#039;idea che tutto viene deciso dalla rete è solo  una suasione , per carità legittima, di  pura fantasia. Chi può crederlo ? quanti post di critica vengono cancellati con un semplice &quot;  elimina&quot;. E poi le mancate rendicontazioni. Quanto ha speso Grillo per la campagna elettorale , qualcuno ce lo dice ? 
5- Dove va Grillo  e quanti sono i Grillo? Lasciando le più solide considerazioni agli intellettuali deputati, voglio offrire una riflessione generale : E&#039; mai accaduto nella storia delle rivoluzioni che si tutelassero e che si facessero gli interessi economici del più povero a diretto discapito delle tasche del più ricco. ? Dove va questa rivoluzione di Grillo ? VIa partiti, via La rai , via i giornali, via probabilmente le elezioni, che saranno decise con gli &quot;elimina&quot;, via  i sindacati , con stipendi su i livelli del mondo globalizzato, via tutto. 
Tutte le rivoluzioni sono terminate in una dittatura. così fu a Roma con Cesare che fece spirare la Repubblica, dando vita ad un principato, così fu in Francia con Napoleone. E se il dittatore fosse proprio Grillo ? O forse chi lo ha scelto gli farà fare la fine del traghettatore...Però tutte le rivoluzioni contengono  nuclei di problemi in cerca di un  equilibrio e sono problemi autentici. Forse serve una controrivoluzione.,,,o meglio una armoinizzazione delle proposte , chiamiamole così  di Grillo, una revisione del linguaggio e delle forme della politica e dei vecchi partiti.
Perchè la matematica dei rapporti sociali  non esprime più un conflitto tra lavoratori e datori di lavoro bensì con mossa abile della classe padronale vera,  esso è stato translitterato, in una generale corsa al ribasso su tutto,  tra lavoratori e aspiranti lavoratori, tra privilegiati di un lavoro e gli aspiranti privilegiati. Può essere Grillo la risposta ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La democrazia a colpi di &#8220;elimina&#8221;.<br />
Alla luce degli ultimi sondaggi, Grillo appare sicuro del fatto suo. Pare che solo il 3% lo abbandoni di fronte alla conferma della linea politica del suo &#8220;radicalismo vaffanculista&#8221; a tutti gli altri partiti dell&#8217;emiciclo senatorio e camerale. E&#8217; evidente che a questo punto occorre valutare chi sia e dove vada Grillo nella storia , e nella politica italiana.<br />
1. La tattica del &#8220;vaffanculismo&#8221; è solo strategia mediatica. Quindi più che un populista grillo è uno attento sfruttatore del sistema media, e quindi un &#8220;attentatore&#8221; mediatico oltre che attizza focoloai, spargi odio di professione a fini elettorali. Più urli più ti danno il voto. La versione &#8220;pseudo&#8221; rivoluzionaria di uno sgarbi, di cui pare in gioventù essere stato amico.<br />
2. il linguaggio. Grillo si esprime in un linguaggio disarticolato da qualsiasi forma di umanesimo, e lettterata civilità. IL suo linguaggio , tipico dei venti-trentenni, è proprio dei social network della quick press dei notebook. Disumano e giovanile. adatto a proporre contenuti pararivoluzionari alle nuove generazioni che non hanno il tempo nè il modo di approcciare diversamente in questo bombardamento di parole.<br />
3. i temi. Grillo non attacca nessun comportamento specifico della mala politica italiana, di fronte a tanti scandali , usa il tono del moralizzatore &#8220;generalista&#8221;. Meno costi. Meno sprechi. Poi dice anche via i sindacati . Motivazione : meno costi meno sprechi. poi dice via la RAI. motivo ? meno costi meno sprechi. SU gli ospedali. pubblici sul costo dei medicinali che dira?  poi i giornali . dice via al finanziamento pubblico. Meno costi meno sprechi. tuttavia non cita se  deve essere abolito solo il contributo e non il contributo  indiretto  per le spese generali ( che il fatto quotidiano regolarmente percepisce ) , tariffe postali agevolate, agevolazioni sugli abbonamenti e rimborsi che le Poste si fanno pagare dallo Stato, oppure parla di  spazzare via tutto, con il rischio dell&#8217;impossibilità per la stampa libera di aprire.<br />
4- Chi è Grillo . Grillo è un comico istrionico artista, dotato di molteplici  talenti, probabilmente gravemente depresso ( mi ricordo di aver visto un suo spettacolo dove lui confessava di ficcarsi ogni tanto una mezz&#8217;ora al giorno in una bara per tenersi sù di morale,  nello spettacolo ci si ficcava realmente)  da sempre sostiene alcune di queste cose che dice. Ma non tutte.E&#8217; genovese. Con ovvia monomaniacale ossessione sul risparmio. Ma il Grillo politico , il Grillo che vediamo adesso e che presto muterà ancora, non è e non sarà più  lui. E&#8217; una &#8220;cosa&#8221; mutuata dalle strategie di casaleggio, dall&#8217;appparato para militare disposto da M5s  su internet con 5 o 6 dirottatori di consensi , blogger, per regione. da un nucleo di attivisti fedelissimi , che per errore sono finiti nei consigli regionali invece che in parlamento per mancata previsione del successo elettorale. L&#8217;idea che tutto viene deciso dalla rete è solo  una suasione , per carità legittima, di  pura fantasia. Chi può crederlo ? quanti post di critica vengono cancellati con un semplice &#8221;  elimina&#8221;. E poi le mancate rendicontazioni. Quanto ha speso Grillo per la campagna elettorale , qualcuno ce lo dice ?<br />
5- Dove va Grillo  e quanti sono i Grillo? Lasciando le più solide considerazioni agli intellettuali deputati, voglio offrire una riflessione generale : E&#8217; mai accaduto nella storia delle rivoluzioni che si tutelassero e che si facessero gli interessi economici del più povero a diretto discapito delle tasche del più ricco. ? Dove va questa rivoluzione di Grillo ? VIa partiti, via La rai , via i giornali, via probabilmente le elezioni, che saranno decise con gli &#8220;elimina&#8221;, via  i sindacati , con stipendi su i livelli del mondo globalizzato, via tutto.<br />
Tutte le rivoluzioni sono terminate in una dittatura. così fu a Roma con Cesare che fece spirare la Repubblica, dando vita ad un principato, così fu in Francia con Napoleone. E se il dittatore fosse proprio Grillo ? O forse chi lo ha scelto gli farà fare la fine del traghettatore&#8230;Però tutte le rivoluzioni contengono  nuclei di problemi in cerca di un  equilibrio e sono problemi autentici. Forse serve una controrivoluzione.,,,o meglio una armoinizzazione delle proposte , chiamiamole così  di Grillo, una revisione del linguaggio e delle forme della politica e dei vecchi partiti.<br />
Perchè la matematica dei rapporti sociali  non esprime più un conflitto tra lavoratori e datori di lavoro bensì con mossa abile della classe padronale vera,  esso è stato translitterato, in una generale corsa al ribasso su tutto,  tra lavoratori e aspiranti lavoratori, tra privilegiati di un lavoro e gli aspiranti privilegiati. Può essere Grillo la risposta ?</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Il dolore calmo di Lucio Magri di Emiliano Varanini</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2013/01/il-dolore-calmo-di-lucio-magri/#comment-186</link>
		<dc:creator>Emiliano Varanini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 23:57:16 +0000</pubDate>
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		<description>Di Grillo va detto questo. Il successo della basilare strategia mediatico - comunicativa di Casaleggio e dei suoi uomini, ovvvero riunire più gente intorno ad un solo nucleo di idee proposte come un prodotto, ricorda la vecchia Forza Italia, però in un modello   costruito per applicazioni Web. Dentro di questo si riconoscono : i teorici del vaffanculismo ad aeternum, quelli che sono sempre lì in italia , qualunque cosa accada, pronti con il dito medio. I delusi degli altri partiti , e non ci vuole molto per capirli,  e poi tanta gente che non aveva più votato da anni.  Questa massa rattoppata e appiccicata su un manifesto labile ma più sincero, cerca risposte. risposte che la crisi non potrà dare. E per questo are pronta a moltiplicarsi. SI teme l&#039;effetto a catena...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di Grillo va detto questo. Il successo della basilare strategia mediatico &#8211; comunicativa di Casaleggio e dei suoi uomini, ovvvero riunire più gente intorno ad un solo nucleo di idee proposte come un prodotto, ricorda la vecchia Forza Italia, però in un modello   costruito per applicazioni Web. Dentro di questo si riconoscono : i teorici del vaffanculismo ad aeternum, quelli che sono sempre lì in italia , qualunque cosa accada, pronti con il dito medio. I delusi degli altri partiti , e non ci vuole molto per capirli,  e poi tanta gente che non aveva più votato da anni.  Questa massa rattoppata e appiccicata su un manifesto labile ma più sincero, cerca risposte. risposte che la crisi non potrà dare. E per questo are pronta a moltiplicarsi. SI teme l&#8217;effetto a catena&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il dolore calmo di Lucio Magri di Emiliano Varanini</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2013/01/il-dolore-calmo-di-lucio-magri/#comment-185</link>
		<dc:creator>Emiliano Varanini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 23:49:02 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno, ho riletto quanto scritto sopra. Alla luce dei risultati parrebbe che molti degli elettori si sono convinti di quanto scritto a proposito della ridda di impostazioni, diversità di propositi e mellifluità di scelte politiche dall&#039;incerto posizionamento era Rivoluzione Civile. Sulla candidatura di Ingroia ho il sospetto, alla luce di quanto accaduto oggi a proposito delle minacce al pm di matteo, che in realtà ingroia più che la politica cercasse di liberarsi del fardello di quel processo che ha contribuito a costruire sulla famosa Trattativa. Un diversivo in attesa di una nuova seria collocazione. L&#039;aplomb e l&#039;attegiamento tenuto in campagna elettorale confermano questa ipotesi. La seconda considerazione è che gli elettori hanno percepito l&#039;inconsistenza della proposta politica e forse legato il soggetto politico al nome di dipietro e agli scandali noti e meno noti, sulle sue proprietà.Bonelli e Freccero poi non hanno  fatto testo, così come il precedente del 3% della Sinistra Arcobaleno, che appartiene alla storia. Che dire. Dopo il successo del Movimento 5 stelle, la sinistra appare più sola. Le pen ha fatto i complimenti al movimento. Forse di qui a qualche anno la sinsitra in politica sarà paragonabile all&#039;arca perduta della destra einaudiana di travaglio, ovvero a qualcosa di illusorio e che non c&#039;è. Ma nel frattempo c&#039; Sel, che pare essersi dissolta nella galassia pdina. Ma sono appendici. . Un vero movimento un area di radicale pensiero, legato ad un&#039;idea di propositi politici, economici  e sociali non c&#039;è. Lo scenario appare ingrigito dal prorompere del giovane Renzi, che si appresta a prendere lo scettro in mano dei poteri forti e &quot;rabdomare&quot; nel parlamento sia la sinistra che la destra (einaudiana di travaglio) entità sempre più sciolte dentro la massa mediatica....del cittadino moderno...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, ho riletto quanto scritto sopra. Alla luce dei risultati parrebbe che molti degli elettori si sono convinti di quanto scritto a proposito della ridda di impostazioni, diversità di propositi e mellifluità di scelte politiche dall&#8217;incerto posizionamento era Rivoluzione Civile. Sulla candidatura di Ingroia ho il sospetto, alla luce di quanto accaduto oggi a proposito delle minacce al pm di matteo, che in realtà ingroia più che la politica cercasse di liberarsi del fardello di quel processo che ha contribuito a costruire sulla famosa Trattativa. Un diversivo in attesa di una nuova seria collocazione. L&#8217;aplomb e l&#8217;attegiamento tenuto in campagna elettorale confermano questa ipotesi. La seconda considerazione è che gli elettori hanno percepito l&#8217;inconsistenza della proposta politica e forse legato il soggetto politico al nome di dipietro e agli scandali noti e meno noti, sulle sue proprietà.Bonelli e Freccero poi non hanno  fatto testo, così come il precedente del 3% della Sinistra Arcobaleno, che appartiene alla storia. Che dire. Dopo il successo del Movimento 5 stelle, la sinistra appare più sola. Le pen ha fatto i complimenti al movimento. Forse di qui a qualche anno la sinsitra in politica sarà paragonabile all&#8217;arca perduta della destra einaudiana di travaglio, ovvero a qualcosa di illusorio e che non c&#8217;è. Ma nel frattempo c&#8217; Sel, che pare essersi dissolta nella galassia pdina. Ma sono appendici. . Un vero movimento un area di radicale pensiero, legato ad un&#8217;idea di propositi politici, economici  e sociali non c&#8217;è. Lo scenario appare ingrigito dal prorompere del giovane Renzi, che si appresta a prendere lo scettro in mano dei poteri forti e &#8220;rabdomare&#8221; nel parlamento sia la sinistra che la destra (einaudiana di travaglio) entità sempre più sciolte dentro la massa mediatica&#8230;.del cittadino moderno&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le lettere di Moro: la verità del dolore che cancella censure e bugie di Valerio Costenaro</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2012/01/le-lettere-di-moro-la-verita-del-dolore-che-cancella-censure-e-bugie/#comment-184</link>
		<dc:creator>Valerio Costenaro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 12:10:00 +0000</pubDate>
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		<description>Articolo magistrale.Dall&#039; esperienza della vita come attore/protagonista di eventi e del quotidiano per fare storia &quot;decente&quot; occorre che lo Storico &quot;passi ai raggi x&quot; gli atti e la vita di coloro che si attribuiscono i meriti come pure gli atti e la vita di coloro cui sono invece attribuite le colpe o responsabilità in fatti negativi: è qui infatti che si trova il &quot;busillis&quot; della comprensione/interpretazione delle  vicende umane, è lì che gli esseri umani sono inclini o si specializzano o si accaniscono a falsificare. I &quot;Soggetti&quot; della &quot;Storia&quot; come anche la stragrande maggioranza degli umani soggetti/attori di  eventi minori e del quotidiano....tutti o quasi tendono a:
-aumentare/alterare  il loro merito personale o il loro contributo al fatto/evento
-alterare/diminuire/annullare invece i loro demeriti o responsabilità negative.....
per cui la &quot;Storia&quot; come qualsiasi resoconto di qualsivoglia fatto/evento quotidiani ne escono di solito alterati o falsificati.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo magistrale.Dall&#8217; esperienza della vita come attore/protagonista di eventi e del quotidiano per fare storia &#8220;decente&#8221; occorre che lo Storico &#8220;passi ai raggi x&#8221; gli atti e la vita di coloro che si attribuiscono i meriti come pure gli atti e la vita di coloro cui sono invece attribuite le colpe o responsabilità in fatti negativi: è qui infatti che si trova il &#8220;busillis&#8221; della comprensione/interpretazione delle  vicende umane, è lì che gli esseri umani sono inclini o si specializzano o si accaniscono a falsificare. I &#8220;Soggetti&#8221; della &#8220;Storia&#8221; come anche la stragrande maggioranza degli umani soggetti/attori di  eventi minori e del quotidiano&#8230;.tutti o quasi tendono a:<br />
-aumentare/alterare  il loro merito personale o il loro contributo al fatto/evento<br />
-alterare/diminuire/annullare invece i loro demeriti o responsabilità negative&#8230;..<br />
per cui la &#8220;Storia&#8221; come qualsiasi resoconto di qualsivoglia fatto/evento quotidiani ne escono di solito alterati o falsificati&#8230;..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il neo-spontaneismo di Marco Mantello</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2012/05/il-neo-spontaneismo/#comment-183</link>
		<dc:creator>Marco Mantello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 15:45:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://miguelgotor.italianieuropei.it/?p=1332#comment-183</guid>
		<description>Quantomeno adesso mi è tutto chiaro, circa i modi in cui elabora i suoi pensieri, e i suoi saggi, complimenti per il suo sito, e per il suo senso della democrazia. Marco Mantello</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quantomeno adesso mi è tutto chiaro, circa i modi in cui elabora i suoi pensieri, e i suoi saggi, complimenti per il suo sito, e per il suo senso della democrazia. Marco Mantello</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il neo-spontaneismo di Marco Mantello</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2012/05/il-neo-spontaneismo/#comment-182</link>
		<dc:creator>Marco Mantello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 14:51:10 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Questa esigenza condiziona anche l’ uso pubblico della storia, sempre più coincidente con la narrazione di memorie e di testimonianze, e la letteratura in cui l’ autore si trasforma in personaggio e garantisce con il suo vissuto l’ autenticità del suo racconto. Ci devono essere un volto, un’ esperienza, una ferita ad attestare la legittimità della narrazione: non l’ irripetibile individualità di uno stile, non l’ estenuante ricerca di una lingua, non l’ energia sempre rivoluzionaria della finzione sembrano interessare il pubblico dei lettori, ma la pertinenza di una storia veridica e credibile&quot;

Personalmente non credo affatto che una letteratura dell&#039;esperienza, e il partire dalle ferite e dal proprio vissuto, implichi l&#039;impossibilità di creare personaggi irriducibili a persone storiche e in carne e ossa e che l passo sopracitato sia del tutto manicheo e assertivo, come del resto la sterile contrapposizione fra &#039;fiction&#039; e &#039;non fiction&#039; che sembra essere alla base del suo articolo. Perchè  poi postulare che una letteratura dell&#039;esperienza, ridotta a eco di un reality show, sottenda  l&#039;nevitabile  assenza di ricerca di uno stile e di una lingua, senza citare una sola fonte, un solo libro nulla, a suffragio del postulato? Non si rischia il massimalismo? L&#039;autoconfessione (non necessariamente la confessione come sacramento cattolico che personalmente non amo, ma l&#039;autoconfessione, appunto, che è un&#039;altra cosa e non implica di suo un pulirsi la coscienza dai peccati,  o il sangue, ma appunto offrire un&#039;esperienza, partire dalla realtà) è  -o quantomeno è stato- un genere letterario con una sua dignità o no? Cordiali saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa esigenza condiziona anche l’ uso pubblico della storia, sempre più coincidente con la narrazione di memorie e di testimonianze, e la letteratura in cui l’ autore si trasforma in personaggio e garantisce con il suo vissuto l’ autenticità del suo racconto. Ci devono essere un volto, un’ esperienza, una ferita ad attestare la legittimità della narrazione: non l’ irripetibile individualità di uno stile, non l’ estenuante ricerca di una lingua, non l’ energia sempre rivoluzionaria della finzione sembrano interessare il pubblico dei lettori, ma la pertinenza di una storia veridica e credibile&#8221;</p>
<p>Personalmente non credo affatto che una letteratura dell&#8217;esperienza, e il partire dalle ferite e dal proprio vissuto, implichi l&#8217;impossibilità di creare personaggi irriducibili a persone storiche e in carne e ossa e che l passo sopracitato sia del tutto manicheo e assertivo, come del resto la sterile contrapposizione fra &#8216;fiction&#8217; e &#8216;non fiction&#8217; che sembra essere alla base del suo articolo. Perchè  poi postulare che una letteratura dell&#8217;esperienza, ridotta a eco di un reality show, sottenda  l&#8217;nevitabile  assenza di ricerca di uno stile e di una lingua, senza citare una sola fonte, un solo libro nulla, a suffragio del postulato? Non si rischia il massimalismo? L&#8217;autoconfessione (non necessariamente la confessione come sacramento cattolico che personalmente non amo, ma l&#8217;autoconfessione, appunto, che è un&#8217;altra cosa e non implica di suo un pulirsi la coscienza dai peccati,  o il sangue, ma appunto offrire un&#8217;esperienza, partire dalla realtà) è  -o quantomeno è stato- un genere letterario con una sua dignità o no? Cordiali saluti.</p>
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		<title>Commenti su Il dolore calmo di Lucio Magri di Stefano Tassinari</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2013/01/il-dolore-calmo-di-lucio-magri/#comment-180</link>
		<dc:creator>Stefano Tassinari</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 08:19:03 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno.
L&#039;ho vista ed ascoltata per la prima volta da Vespa, la sera che il centrosinistra vinceva ma perdeva le elezioni e Alfano che pensava di vincerle almeno al Senato portando iella non si è accorto che comunque la destra le perdeva.
Mi ha fatto un&#039;ottima impressione quindi ho deciso di scriverLe e non twittando approfitto di questo spazio.

Il centrosinistra ha preso una batosta incredibile ma ha vinto numericamente le elezioni.

Grillo ha fatto il botto ma non ha vinto.

Quella di Berlusconi è stata una rimonta pazzesca, ma ha perso. Il Piemonte perso in &quot;zona Cesarini&quot; al Senato gli potrebbe costare parecchio.

Il risultato del centro montiano, seppure non influente, ha decretato la sconfitta di Berlusconi (sennò il Caimano avrebbe vinto!!).

 

Ora che fare. Di tutto per recintare la destra berlusconiana, ma si sa, a sinistra è pieno zeppo di finti sinistri, gente che darebbe le camere alla destra.

 

L’unica è un governo di natura politico-tecnica (ancora i tecnici?Si), ma che rivolga lo sguardo non al centro come doveva fare Monti, né a destra come ha finito per fare Monti, ma a sinistra. Questa è la novità.

Un governo con a capo non certo Bersani, né un grillino ,né un tecnico di area centrista alla Passera, bensì un tecnico sinistro. Un “Politecnico”: Tabacci o Barca ad esempio. La Camera a un centrista (Casini?) e il Senato a un Pd (Franceschini?Letta?). Gran parte dei ministri tecnici scelti dal M5s è d’obbligo.

Questa è la proposta da presentare a Grillo e al Centro, da presentare con cautela e da condividere.

 

Poi si parte con il Conflitto di interessi, e altri 3 punti che interessano al centrosinistra, altri 4 punti a Grillo. I centristi a ruota.

 

Sono molto convinto di questo… quindi se non si va in questa direzione…. continuerò a spingere per questa soluzione.

 

Cordiali saluti.

 

Stefano Tassinari</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno.<br />
L&#8217;ho vista ed ascoltata per la prima volta da Vespa, la sera che il centrosinistra vinceva ma perdeva le elezioni e Alfano che pensava di vincerle almeno al Senato portando iella non si è accorto che comunque la destra le perdeva.<br />
Mi ha fatto un&#8217;ottima impressione quindi ho deciso di scriverLe e non twittando approfitto di questo spazio.</p>
<p>Il centrosinistra ha preso una batosta incredibile ma ha vinto numericamente le elezioni.</p>
<p>Grillo ha fatto il botto ma non ha vinto.</p>
<p>Quella di Berlusconi è stata una rimonta pazzesca, ma ha perso. Il Piemonte perso in &#8220;zona Cesarini&#8221; al Senato gli potrebbe costare parecchio.</p>
<p>Il risultato del centro montiano, seppure non influente, ha decretato la sconfitta di Berlusconi (sennò il Caimano avrebbe vinto!!).</p>
<p>Ora che fare. Di tutto per recintare la destra berlusconiana, ma si sa, a sinistra è pieno zeppo di finti sinistri, gente che darebbe le camere alla destra.</p>
<p>L’unica è un governo di natura politico-tecnica (ancora i tecnici?Si), ma che rivolga lo sguardo non al centro come doveva fare Monti, né a destra come ha finito per fare Monti, ma a sinistra. Questa è la novità.</p>
<p>Un governo con a capo non certo Bersani, né un grillino ,né un tecnico di area centrista alla Passera, bensì un tecnico sinistro. Un “Politecnico”: Tabacci o Barca ad esempio. La Camera a un centrista (Casini?) e il Senato a un Pd (Franceschini?Letta?). Gran parte dei ministri tecnici scelti dal M5s è d’obbligo.</p>
<p>Questa è la proposta da presentare a Grillo e al Centro, da presentare con cautela e da condividere.</p>
<p>Poi si parte con il Conflitto di interessi, e altri 3 punti che interessano al centrosinistra, altri 4 punti a Grillo. I centristi a ruota.</p>
<p>Sono molto convinto di questo… quindi se non si va in questa direzione…. continuerò a spingere per questa soluzione.</p>
<p>Cordiali saluti.</p>
<p>Stefano Tassinari</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Commenti su Il dolore calmo di Lucio Magri di emiliano varanini</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2013/01/il-dolore-calmo-di-lucio-magri/#comment-177</link>
		<dc:creator>emiliano varanini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 12:15:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://miguelgotor.italianieuropei.it/?p=1386#comment-177</guid>
		<description>(INDIANA ) TRAVAGLIO JONES. ALLA RICERCA DELLA DESTRA PERDUTA.
Strano ma vero alla fine ha avuto ragione lui. Marco Travaglio è un giornalista arrivato. Dichiarazione dei redditi a parte (alta) , è Il giornalista più famoso e forse più influente d’ Italia. L’incarnazione vivente del potere rappresentato dall’informazione e del fatto che, con l’informazione ( o le informazioni), chi la detiene , chi la comunica e chi la fornisce “insieme”, possono compiere scalate impensabili.
L’ ascesa professionale senza precedenti è probabilmente dovuta al libro “l’odore dei soldi” , e allo schieramento politico da lui avversato quel Pdl, che a suo parere non incarnerebbe quella destra liberale, “Einaudiana” da lui cercata come l’arca perduta.
Marco (Indiana Jones) Travaglio è nato a Torino nell’anno del signore 1964. Di Torino ha ereditato un certo stile pignolo e nel contempo moderato. Se fosse stato alberto sordi nel suo celebre film, diremmo uno stile di londra, da fumo di londra.
Ma lo stile moderato e sobrio non avrebbe fatto molta breccia nel mondo del giornalismo se non capiti che ad un certo punto ci si schieri contro qualcuno e forse per qualcuno.
C’ è voluto non poco, per imporsi su i giornalisti e su gli ambienti giornalistici della politica romana. Ma adesso il suo stile, la satira giornalistica , ha trionfato. Non è ben chiaro se a causa della qualità dei personaggi politici italiani o per merito del suo intelletto.
Ma che cosa è che fa di travaglio uno “special one” ? Il fatto che sia uno scopritore di contrasti , un ‘indiana jones dell’area grigia dell’essere umano.
Travaglio ama Renato Zero in musica, ma da sempre, ha una passione per i paradossi, per le ammaccature dei personaggi politici. Non priva di un certo gusto sadico fu l’inchiesta sull’espresso sull’arresto di Adriano Sofri che gli diede lo spunto per ricoprire di fiele quella che lui definiva una lobbies , di amici , che giustamente piangevano nelle telefonate intercettate per l&#039;arresto di adriano sofri ma che    da lui venivano integralmente pubblicate perchè tacciate di essere anche critiche veso lo stesso.
Un’ amante delle contraddizioni  dunque.
Dopo aver transitato nella redazione del Giornale, Travaglio va al Borghese, e poi alla Voce sempre seguendo il suo Guru : Indro montanelli. Poi approda a Repubblica nel 2001, solo dopo che Scalfari avrà completamente ceduto il giornale, avendo rifiutato in passato una precedente richiesta di collaborazione e si prepara al grande salto. Il suo stile didascalico diventa iperbolico quando si mette intesta di raccogliere l’eredità di Montanelli e di mettersi alla ricerca dell’arca di una destra immaginaria , perduta.
IL 2001 è il suo anno. Passerà infatti alle cronache per aver dato l’intervista in Tv a Luttazzi e aver lanciato la prima pietra contro b. costituita dal primo “mitico “ libro inchiesta , “l’odore dei soldi”, scritto insieme ad elio veltri. Quest’ultimo invece sarà “sfortunato”. Veltri Perderà magicamente tutte le cariche politiche in Idv. Uno strano destino per gli autori di uno stesso libro no ?
Ma a quel tempo B. è un mostro sacro, e chi si mette contro rischia l’isolamento, se non l’epurazione, se non peggio. Ma Travaglio la fa franca. A parte le 8 cause civili sembra non temere altro. Ma qual è la linea politica di travaglio ? Indiana Travaglio cerca la destra perduta.
Il suo curriculum non è privo di contraddizioni. Non ostante il suo dichiararsi apertamente anti comunista ad ogni angolo della strada, a settembre 2002, viene chiamato dai direttori Furio Colombo e Antonio Padellaro, e inizia la sua collaborazione con l’Unità. Si proprio all’unità, il giornale fondato da Antonio Gramsci , il più grande comunista italiano di sempre. Lì trova albergo e ospitalità. Travaglio lavora. E’ editorialista e commentatore, su “BANANAS”.La sua parabola è emblematica del giornalismo italiano e forse, del giornalismo in generale. Mischa le  “sue” notizie , di cui  fa un resoconto singolare. Un editoriale, lungo, talvolta noioso ma denso di informazioni., a brevi editoriali pungenti. Da queste potenzialità, inventa uno stile, un personaggio comunicativo, e sale , sale sempre più su. Qualcuno dirà: con travaglio all’Unità scoprimmo che o l’unità è un giornale anti comunista, o non è più comunista.. Tertium non datur , tuttavia oggi Travaglio chiama apertamente l&#039;unità un velinario pdiino.
Nel frattempo si giustifica con i lettori di questa sua mitica immaginaria destra ideale, e dice …”si … sono all’Unità ma sono un ospite…”. Nessuno gli risponde piccato. SI capisce. il pubblico di quella destra è immaginario.
Ma ciò che è immaginario serve a ciò che è reale.  E così, avendo compreso che l’unità non è più quel giornale sedizioso di “comunisti”, decide che non c’è più bisogno di “spiarlo” dal di dentro. E Nel 2009 decide che è il momento di fare le tende. Riunisce a se gli amici e un editore (chiare lettere?)e fonda il Fatto.
Ma la passione per le contraddizioni non lo abbandona. Sempre quelle degli altri si intende.
 Inutile fare osservare che sia di pietro , che travaglio hanno beneficiato e goduto proprio del potere accumulato sul territorio dal pds – ex pci ovvero ds e poi pd .Di pietro iniziò ad essere parlamentare nel lontano 1997 al collegio del Mugello, candidato proprio da i ds, ora i pdiini  tanto contestati, al posto di arlacchi, che era  passato all’onu, mentre travaglio , già detto, fu ospitato sull’unità.
Travaglio, appare nel 2010 in prima fila, alla manifestazione di Bologna “la repubblica del bunga bunga” manifestazione targata idv. E lì VAURO SENESI e non lui, in seguito ai primi scandali del partito idv, disse a dipietro “guarda che hai un cestino di mele marce”, non una mela.
In quel periodo alla  tavola del cercatore della destra perduta, di giorno si mangia l’M5s e di notte idv . Sopratutto a questo ultimo ha dedicato gli ultimi sforzi possibili, evidentemente per riconoscenza morale, per evitare che tonino sia distrutto e risucchiato dalle voragini aperte dai suoi dirigenti.
Travaglio  punta il fenomeno grillo , l’ M5S, da non confondere con l’ MI5, il servizio di sicurezza inglese, sicuramente prima che l’M5s passasse a doppia cifra nei sondaggi . Perchè. perchè e’ convinto, ha la granitica certezza, che Di Pietro possa guidarlo o che di Pietro possa influenzarlo come fece con il Popolo Viola. (altro fenomeno spurio , nato a sinistra e finito a destra, con il suo mentore oggi, Mascia, che è grigiamente candidato per rivoluzione civile nella regione lazio) Ma non attacca. L’M5s è troppo radicale e i suoi elettori rifuitano di pietro.
Ma che Travaglio sia più esperto di satira politica che di politica, è un dato di fatto. Questo  lo si capisce dal suo amore cieco che oramai lo vedo scisso tra Grillo e IDV. E’ un amore che lo fa sragionare., facendogli vedere linee politiche che sembrano più un miraggio. Nel 2007, da un lato partecipa al primo Vday , ma  consapevole (allora) della caducità del fenomeno.  passa al tifo per di pietro. La scelta per dipietro, è senza tentennamenti. Il passo ufficiale è del 2008 , con la sua dichiarazione di voto per il Tonino di montenero ”voto idv…in attesa di un nuovo Einaudi..”.
Travaglio in passato ha votato lega , perché ? perchè disse che avrebbe votato chiunque pur se contro b. che aveva affossato il suo guru montanelli. 
Ma alla sua compostezza torinese non rinuncia, e così continua a giustificarsi . ” …voto idv in attesa di un nuovo Einaudi..”. Ma a voglia ad aspettare. Infatti il suo purosangue , il suo cavallo di razza, pur dotato di un certo fiuto politico, non pare essere un cavallo vincente. Di Pietro ha più di una greppia che impedisce di identificarlo come il capo di una destra liberale, Einaudiana poi. In primis  il fatto che nel partit  o nella sua area politca è incluso il seguito  anche famigliare. E poi il partito. Più che un rappresentante della destra liberale in politica, Antonio di pietro, . sembra il più scafato dei democristiani. Arruola schiere di ex DC di prima e seconda repubblica tanto da far impallidire un partito come l’udeur di mastella- Infatti da quello, e da scheggie di  altri partitini come il psdi,  centro cristiani democratici &amp; c., dalle loro  ceneri, prenderà finalmente  forma, a livello nazionale l&#039; idv tanto agognata. Ma non ostante il “puzzo” di dc , troppo forte per uno come Travaglio,  i due , anche grazie al potere mediatico raggiunto dal giornalista, continuano a strizzarsi l’occhio, forse condividendo, a torto o a ragione, , il disegno, “illusorio”, di manipolare l’italia – di destra- a loro immagine e somiglianza.
non molto tempo tempo ci si accorgerà che  la realtà è più forte dell’immaginazione.  travaglio distrugge più di costruire  tra una bordata a  Berlusconi e una al Pd.  Ma per spiegarci il  perchè rileggiamo   in una lettera al giornale del 2007 , precisamente datata il 24.7.,2007 , che travaglio dichiarava di essere da sempre stato un anti comunista. Ma di quale comunismo parliamo ? quello di Breznev ? il post bolscevismo ? quello di Stalin  dittatoriale ? quello economico di Karl marx ? no.
Parrebbe che lui sia un anticomunista di quel comunismo specialmente italiano.
Infatti la critica a Berlusconi non parte dal fatto che egli sia il male punto. La critica va direttamente alla giugulare dell’asse di potere che lui crede un’unica cosa, tra il pdl e il Pd, non appena la cronaca glielo permette, perché il pd si sarebbe alleato nella gestione del potere con i “PDL ” dando fastidio – evidentemente a qualcuno che, come Travaglio, del PDL non è.
Questa tesi l’ha sciorinata in tutte le salse nei suoi post con i video, che a partire dal 2005-6, ospite del blog di grillo,. hanno cominciato a spennare quel che restava del pci-ds-pds. IL pd dal canto suo non è che non abbia fatto del suo meglio per tenere lontano ogni critica.
Soltanto recentemente ha cominciato a parlare di primarie alla pd e o di parlamentarie. E adesso si trova immerso negli scandali.
Ma questo è un altro argomento. E così il nostro pignolo cacciatore della arca della destra perduta, incomincia a narrare, come le favole per bambini, uno per uno, tutti “gli inciuci” del pd, con la pdl e prima dei ds e dell’eredità dell’ ex pci,
Nessun dubbio che meriti un’altra medaglia anche per questo. E sicuramente qualcuno gliela darà.
Tuttavia Chi ha a cuore l’informazione, si chiede ma da che parte porta questo picconamento?
Non si può non essergli grato per la precisione chirurgica con cui è andato a scovare le distorsioni nelle nomine dei loro fedelissimi, e nei comportamenti , e nella gestione di tutti o quasi i big del più grande partito di centro sinistra.
Da d’alema a veltroni , da fassino a violante e alla finocchiaro, per non parlare della bindi.
Su Bersani, non avendo molto, suole ripetere che Riva lo pregò di non far insistere a realacci (legambiente) la sua lotta contro L’ilva. E non avendo altro lì si è fermato, dovendo inghiottire il fatto che è proprio un ex comunista italiano. E’ dura per lui. Bersani, e&#039; un ex comunista italiano, e piaccia o non piaccia al fustigatore, sarà il candidato premier del PD.
Ma il suo stile didascalico a volte è  iperbolico quando si mette intesta di forgiare e l’arca di una destra immaginaria. Tuttavia  la linea politica   non emerge. Fonda tesi politiche più su i demeriti degli altri che su i ,meriti propri., tuttavia, complice l’idiosincrasia per il potere giudiziario di B., il rapporto con le procure si rafforza. E di qui nasce il giustizialismo , e la sua versione “post” , con Ingroia con Bonelli e Ferrero e de Magistris nella veste di allenatore da Napoli. Una squadra da i colori rosso arancioni neri in casa, e bianco e  righine verdi fuori. Seguendo le   tesi, e forse le suasioni, di più di un giurista (forse lo stesso di pietro ? o colombo ? o di cordero ? di cui travaglio è un ammiratore.) , il suo blog cresce di livello, soprattutto sotto il profilo processuale e penalistico.Non meraviglia quindi che ad un certo punto Travaglio, che è laureato in scienze politiche, si esprima più o meglio di illustri giureconsulti e che il suo stile in certi commenti sia pari a quello di un magistrato di Corte Costituzionale. 
E così l’8 luglio 2008 insieme all’ex pm è alla manifestazione in piazza navona, No Cav Day, organizzato da Paolo Flores d’Arcais, Furio Colombo e Pancho Pardi per protesta contro le cosiddette “leggi canaglia” varate nei primi mesi del Governo Berlusconi. Oltre a Travaglio e agli organizzatori, sul palco si sono alternati manco a dirlo, Antonio Di Pietro, la Sabina Guzzanti, e la Rita Borsellino, e poi Moni Ovadia e, in video conferenza, Beppe Grillo.
Nel 24 febbraio 2009 viene premiato dal DJV – Associazione dei Giornalisti Tedeschi – come miglior giornalista e scrittore per la libertà di stampa. Siamo all’apogeo.
Ma   la linea politica non ne trae giovamento in termini di chiarezza. di Dipietro e Travaglio sono d&#039;accordo quando parlano di manette. Ma per il  resto cosa li unisce ?     L’anti comunismo viscerale ?   . il fatto che sono cattolici ?  . Travaglio si definisce un liberal-einaudiano, (roba da ridere all’epoca di monti ). Una linea che non corrisponde ad alcun modello idealistico o tantomeno ideologico , ne tantomeno , come si divertiva a scherzare con l’amico tonino, a quella del post ideologico.
Indiana Travaglio compie non pochi sforzi dunque, per distruggere chiunche non sia della linea dell’arca  einaudiana che non c’è-.
-il figliol prodigo “orfano” di Indro Montanelli, dovrà fare i conti con la realtà e con il fatto che Politica non è una parola leta sul giornale. 
Le idee esistono e provengono dalla matematica dei rapporti sociali. Poi ci sono  le strategie . E di fronte hanno un colosso delle due come la linea politica ( ex pci )  e la strategia    Real  politik di dalema. non sono quisquilie. Ma jones fatica a comprendere. e squaglia. al sole. assai più concreta semmai è la strategia  di di pietro .Lui sa che  In italia c’è un fenommeno politico chiamato  dc. Che non è soltanto una parola. E’ molto di più. Ma a travaglio jones,il dato sfugge,  . e così a sua insaupta l&#039;ex idv mischia in un pentolone giovani idealisti con vecchietti da pentapartito  scafati a tutto, politicamente.  
 IL caso della val di susa è quello fa  accusare il papa Travaglio  il pd di epurare i suoi dirigenti locali, perché contrari alla Tav e alle decisioni del gotha pdiino. LA bolla travagliese fa accusa al  pd di comandare in tutta italia con un piccolo ghota di gente. Di essere Oligarchico. Ma nel caso di pietro e del famoso cerchio magico che gli ruota intorno, accusato da i militanti del partito Idv di autoreferenzialismo, assorto alle cronache del Tribuno.com,  travaglio, non parla. Non parla nemmeno del fallimento politico del suo oggetto del desiderio, lo spurio Idv., ma anzi prova a giustificarlo  con il  memorabile articolo&quot;due o tre cose che so di dipietro&quot;.Non sono degne di notizia le accuse   fatte da decine di militanti  di &quot;più democrazia  no all’ autoritarismo,  no a espulsioni sommarie &quot;. Per ravagvlio fa notizia la Tav e l&#039;oligarchia pd Punto.
Ma ancora. Nell’editoriale del 19.1.2013, Travaglio accusa il Pd di&quot; furberia&quot; con la scusa di parlare di desistenza , perché sarebbe bollato come colpevole di  aver chiesto ad Ingroia “desistenza spontanea e gratuita” nelle tre regioni chiave : Lombardia , Sicilia, Campania.
Indiana Travaglio, accusa il Pd non perché   invitava a fare desistenza , ma perché dice lui :” il Pd avrebbe osato per la prima volta nella storia delle elezioni di chiedere desistenza”. Ma  poi , subito dopo  ammette  che la desistenza di fatto fu già praticata.
Quando ?  Jones  dice “Nel 2001 (con la desistenza ) di pietro fu tenuto fuori con una mossa – dice il moralizzatore – talmente astuta da regalare la vittoria a B.” Poi Indiana attacca di nuovo Bersani che avrebbe bollato i partiti personali come “un cancro per la democrazia” .Perchè ? Perchè a detta di Travaglio, Bersani in realtà non parlava contro monti e Berlusconi e non contro di dipietro e la sua idv-lista di pietro, partito personalissimo, bensì con la nuova creatura del laboratorio politico post giustizialista. Il nuovo ossessivo mantra la “Rivoluzione civile”.
Secondo il papa “travagliese” Bersani starebbe sbagliando nelle sue critiche  (ovviamente quelle da lui estrapolate) perchè    Rivoluzione Civile non sarebbe un partito personale, bensì un’ unione di 6 tra partiti e movimenti. Bene. Ma contraria a questa tesi ci sono tre osservazioni da fare. La prima.
La somma dei sei partiti che compongono la “federazione” di voto, “Rivoluzione Civile”, dietro la quale si celano alcui vecchi capi partito, permetterà il superamento del quorum e il ripescaggio degli stessi singoli personaggi in alcuni seggi. Rivoluzione civile è una federazione di partiti o di ex partiti molto simile alla sinistra arcobaleno di Bertinotti che si attestò al 3% dei suffragi ma con la differenza che la Sinistra si ispirava all’equivalente tedesco “De Linke” dell’epoca, mentre “Rivoluzione civile” con le due siringhe di giustizialismo (magistrati in politica) anzi tre,di pietro , de magistris e ingroia si tinge di un colore che sarà continuamente cangiante, indecifrabile , tipo il Milan , che ha la maglia arancio/rosso-nero in casa e in trasferta bianco con righine verdi. Il calcolo politico invece è chiaro : con i voti della sinistra arcobaleno ( 3% che perse le elezioni nel 2008) e quelli dei giustizialisti (Ingroia 1,5,% di pietro 2% ) l’armata dovrebbe marciare dentro il parlamento. Ma dopo ? Travaglio cita l’astuzia del pd. Astuzia per astuzia non si può dimenticare che la trasmissione dove lui è editorialista e coautore , Servizio Pubblico, ha regalato quasi 4 punti di share non nel 2001 , o nel 2011, ma precisamente nel mese di Gennaio 2013, a ridosso delle elezioni, proprio a B.
La seconda è che chi ci guadagna da un aumento dei voti per B. ? proprio Rivoluzione civile , dato che B   sottrae, come un vaso comunicante, voti dal bacino di utenza di grillo, il quale è diretto concorrente di dipietro e soci. Capito ?  D’altronde che la storia ricordi non c’è mai stata una vittoria di IDV – ID PIETRO che abbia coinciso con una vittoria della sinistra . Semmai è il contrario. Eppoi i membri di rivoluzione civile dimenticano che di Pietro nel 2008, sottrasse voti proprio alla sinistra arcobaleno, escludendola di fatto dal parlamento.
Senza essere elefanti ricordiamo che non il Pd, ma gli ex deputati di Idv salvarono B. nel 2011 e non nel 2001, con il gruppo politico capitaneggiato da Scilipoti.
Nessuno qui vuole stringere alle corde Di Pietro. IL Pd ha difetti nessun dubbio . Ma La terza domanda rappresenta il dopo. Il programma. Travaglio giura e spergiura che rivoluzione civile è per la legalità per l’ambiente e per il lavoro. In parlamento, il rischio delle contraddizioni è piuttosto alto. E qui l’analisi di indiana travaglio perde colpi e manca di lucidità., come di consueto per lui quando passa dalle analisi giudiziarie, dall’ironia e al paradosso , la satira politica alla politica vera.
A Jones  travaglio sfugge completamente la realtà politica e il rischio, certo e concretissimo di una spaccatura dopo il voto.
Rivoluzione civile dentro il parlamento e forse anche fuori si romperà. Lo dice la matematica degli eventi
E poi proprio nulla hanno in comune bonelli, Ingroia, de magistris , di pietro e ferrero.
Nessuno di questi personalissimi capi del gruppo di movimenti e di partiti che formano rivoluzione civile sono, men che meno , una novità politica.
Legalità ambiente lavoro. Di pietro a proposito di ambientalismo non è che abbia le idee chiare. Sul ponte sullo stretto cambiò diverse volte opinione: nel luglio 2006 “Non ho mai detto di volere il ponte, ho detto solo che bisogna completare il progetto per capire se è fattibile o meno” Ma pochi mesi dopo dalla Gabanelli “Non basta dire: il ponte non si fa. Bisogna discuterne e poi se ne vale la pena: perchè no?” , così il 25 ottobre 2007 i Verdi (proprio bonelli) proposero un emendamento per sopprimere la società del Ponte. Ma la maggioranza dell’epoca, non ostante i due militassero insieme, andò magicamente sotto: chi remò contro ?. Sulla guerra in Mali poi Ferrero e di Pietro sono d’accordo è chiaro.No. Ma allora per la Libia era per un ni. Convinto pacifista ?
Legalità , dell’ambiente e del lavoro dice travaglio il sinistrorso.
Ma le contraddizioni e le basi politiche di riferimento di questo movimento sono melliflue.
La posizione politica degli arancioni di De Magistris infatti è aloro volta ancora più distinta. che si dichiarano apertamente radicati nella tradizione morale di Berliguer segretario del PCI italiano, e quindi solidamente a sinistra per non dire comunista, non è sovrapponibile nemmeno per sbaglio a quella di Pietro e di Travaglio, che come Ferrero (si fa per dire), invece, si è sempre dichiarato anti comunista, così almeno dichiarava in un intervista. “Io sono anticomunista oggi come lo ero allora. Però non c’è più il comunismo, e quindi non mi sembra il caso di perdere tempo. Sarebbe come schierarsi contro i cartaginesi”. E dunque essere schierato per rivoluzione civile cosa è se non perdertempo ? slogan a parte travaglio non ricorda che nella storia non è mai esistito un partito infiltrato a sinistra che abbia una tale mancanza di una benché minima comunità di idee tra i suoi partecipanti come purtroppo quello di Ingroia, e quindi di una vera identità politica.
Si tratta di un unica ciotola dove si mescoleranno i geni della post ideologia dall’ex IDV, il partito di di Pietro, ( speriamo solo quello e non i suoi avvocati),  l&#039;ambientalismo anni 90 di Bonelli, i duri e puri alla ferrero. E allora a che serve pagare gli stipendi a questi qua ?
La ricerca della destra perduta,  l&#039; arca mirabile piena  di personaggi del passato,  porterà danno alla sinistra che perderà l’occasione , l’ennesima , di essere credibile.
Chi si avvantaggerà di questo ? Quanti a destra bramano per la fuga, nel nome della real politik di Dalema , del Pd verso le braccia di Casini  Con il bene placito di indiana travaglio in un parlamento   a sinistra avrà  un infiltrato, in quanto non di sinistra, di pietro, e a destra b. che travaglio detesta non solo perché non è di quella destra immaginaria che piacerebbe a lui , ma anche perché in realtà è un distruttore di Msi e soci. Ma allora ma se la destra è immaginaria , come dice lui, Travaglio jones, non è forse inutile perdere tempo con   la ricerca ?
Non servono dunque ulteriori prove per dimostrare che con questi protagonisti, la sinistra unita al giustizialismo è destinata a perdere potere e consensi nel paese.
Dispiace per Ingroia e de Magistris certo, ma l’unica sicura desistenza nel prossimo parlamento sarà quella di non avere un altro miraggio “sulle tracce della grande arca della destra perduta “ . Ma faccio a questo punto una domanda secondo gli italiani di quella destra immaginaria , dopo quanto accaduto in IDV, di pietro avrebbe meritato di finire in parlamento ^?
Caduta Idv , la risposta aveva provato a darla di pietro, più  scaltro in politica con i fatti che travaglio con mille parole.  Per di pietro li ragionamento politico vale  nulla . conta la strategia di mediatica e di voti. poco importa se la sua creatura  con la maschera giustizialista, somigliava  più ad un dopolavoro per pensionati dc e psdi , ad un transatlantico rosso e bianco che ad un popolo viola.
Ma poi sono venuti degli arresti (maruccio) , e delle indagini  giudiziarie , purtroppo report, e una gestione dirigenziale politicamente malaccorta. E il castello è crollato. Per colpa dei dirigenti. ? Io direi anche e sopratutto per colpa dell’assenza di  una linea politica e al fatto del colloca,mento provvisorio nella sinistra radicale con personaggi prvenienti da un &#039;area moderata cattolica.  a mio giudizio un mosro politico , non perfcepit in tutta la sua artificialità , grazuie anche alla copertura mediatica di travaglio , che mescolava li tutto sapientement in salsa  manettara.  .
Ma i due se ci fosse stata ancora la Dc, starebbero divisi e non unit. Dipietro lo avrebbe mollato per finire , nella   sinistra- destra dc, semmai, con competenze sulla  legalità e organizzative. Mentre Travaglio, pr come vedo io le cose,  sarebbe iscritto  nei repubblicani.
Tutto qui. Ecco allora l’arca di Ingroia,   la terra promessa, la mecca della destra einaudiana, la quale confezionata  per l&#039;elettorato di sinistra , veleggia inesorabile nel nostro parlamento, come un cavallo di troia dipinto all&#039;esterno con  tinte arancioni, rosse verdi , e al&#039;interno   bianco e nere. 
Tipico no ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>(INDIANA ) TRAVAGLIO JONES. ALLA RICERCA DELLA DESTRA PERDUTA.<br />
Strano ma vero alla fine ha avuto ragione lui. Marco Travaglio è un giornalista arrivato. Dichiarazione dei redditi a parte (alta) , è Il giornalista più famoso e forse più influente d’ Italia. L’incarnazione vivente del potere rappresentato dall’informazione e del fatto che, con l’informazione ( o le informazioni), chi la detiene , chi la comunica e chi la fornisce “insieme”, possono compiere scalate impensabili.<br />
L’ ascesa professionale senza precedenti è probabilmente dovuta al libro “l’odore dei soldi” , e allo schieramento politico da lui avversato quel Pdl, che a suo parere non incarnerebbe quella destra liberale, “Einaudiana” da lui cercata come l’arca perduta.<br />
Marco (Indiana Jones) Travaglio è nato a Torino nell’anno del signore 1964. Di Torino ha ereditato un certo stile pignolo e nel contempo moderato. Se fosse stato alberto sordi nel suo celebre film, diremmo uno stile di londra, da fumo di londra.<br />
Ma lo stile moderato e sobrio non avrebbe fatto molta breccia nel mondo del giornalismo se non capiti che ad un certo punto ci si schieri contro qualcuno e forse per qualcuno.<br />
C’ è voluto non poco, per imporsi su i giornalisti e su gli ambienti giornalistici della politica romana. Ma adesso il suo stile, la satira giornalistica , ha trionfato. Non è ben chiaro se a causa della qualità dei personaggi politici italiani o per merito del suo intelletto.<br />
Ma che cosa è che fa di travaglio uno “special one” ? Il fatto che sia uno scopritore di contrasti , un ‘indiana jones dell’area grigia dell’essere umano.<br />
Travaglio ama Renato Zero in musica, ma da sempre, ha una passione per i paradossi, per le ammaccature dei personaggi politici. Non priva di un certo gusto sadico fu l’inchiesta sull’espresso sull’arresto di Adriano Sofri che gli diede lo spunto per ricoprire di fiele quella che lui definiva una lobbies , di amici , che giustamente piangevano nelle telefonate intercettate per l&#8217;arresto di adriano sofri ma che    da lui venivano integralmente pubblicate perchè tacciate di essere anche critiche veso lo stesso.<br />
Un’ amante delle contraddizioni  dunque.<br />
Dopo aver transitato nella redazione del Giornale, Travaglio va al Borghese, e poi alla Voce sempre seguendo il suo Guru : Indro montanelli. Poi approda a Repubblica nel 2001, solo dopo che Scalfari avrà completamente ceduto il giornale, avendo rifiutato in passato una precedente richiesta di collaborazione e si prepara al grande salto. Il suo stile didascalico diventa iperbolico quando si mette intesta di raccogliere l’eredità di Montanelli e di mettersi alla ricerca dell’arca di una destra immaginaria , perduta.<br />
IL 2001 è il suo anno. Passerà infatti alle cronache per aver dato l’intervista in Tv a Luttazzi e aver lanciato la prima pietra contro b. costituita dal primo “mitico “ libro inchiesta , “l’odore dei soldi”, scritto insieme ad elio veltri. Quest’ultimo invece sarà “sfortunato”. Veltri Perderà magicamente tutte le cariche politiche in Idv. Uno strano destino per gli autori di uno stesso libro no ?<br />
Ma a quel tempo B. è un mostro sacro, e chi si mette contro rischia l’isolamento, se non l’epurazione, se non peggio. Ma Travaglio la fa franca. A parte le 8 cause civili sembra non temere altro. Ma qual è la linea politica di travaglio ? Indiana Travaglio cerca la destra perduta.<br />
Il suo curriculum non è privo di contraddizioni. Non ostante il suo dichiararsi apertamente anti comunista ad ogni angolo della strada, a settembre 2002, viene chiamato dai direttori Furio Colombo e Antonio Padellaro, e inizia la sua collaborazione con l’Unità. Si proprio all’unità, il giornale fondato da Antonio Gramsci , il più grande comunista italiano di sempre. Lì trova albergo e ospitalità. Travaglio lavora. E’ editorialista e commentatore, su “BANANAS”.La sua parabola è emblematica del giornalismo italiano e forse, del giornalismo in generale. Mischa le  “sue” notizie , di cui  fa un resoconto singolare. Un editoriale, lungo, talvolta noioso ma denso di informazioni., a brevi editoriali pungenti. Da queste potenzialità, inventa uno stile, un personaggio comunicativo, e sale , sale sempre più su. Qualcuno dirà: con travaglio all’Unità scoprimmo che o l’unità è un giornale anti comunista, o non è più comunista.. Tertium non datur , tuttavia oggi Travaglio chiama apertamente l&#8217;unità un velinario pdiino.<br />
Nel frattempo si giustifica con i lettori di questa sua mitica immaginaria destra ideale, e dice …”si … sono all’Unità ma sono un ospite…”. Nessuno gli risponde piccato. SI capisce. il pubblico di quella destra è immaginario.<br />
Ma ciò che è immaginario serve a ciò che è reale.  E così, avendo compreso che l’unità non è più quel giornale sedizioso di “comunisti”, decide che non c’è più bisogno di “spiarlo” dal di dentro. E Nel 2009 decide che è il momento di fare le tende. Riunisce a se gli amici e un editore (chiare lettere?)e fonda il Fatto.<br />
Ma la passione per le contraddizioni non lo abbandona. Sempre quelle degli altri si intende.<br />
 Inutile fare osservare che sia di pietro , che travaglio hanno beneficiato e goduto proprio del potere accumulato sul territorio dal pds – ex pci ovvero ds e poi pd .Di pietro iniziò ad essere parlamentare nel lontano 1997 al collegio del Mugello, candidato proprio da i ds, ora i pdiini  tanto contestati, al posto di arlacchi, che era  passato all’onu, mentre travaglio , già detto, fu ospitato sull’unità.<br />
Travaglio, appare nel 2010 in prima fila, alla manifestazione di Bologna “la repubblica del bunga bunga” manifestazione targata idv. E lì VAURO SENESI e non lui, in seguito ai primi scandali del partito idv, disse a dipietro “guarda che hai un cestino di mele marce”, non una mela.<br />
In quel periodo alla  tavola del cercatore della destra perduta, di giorno si mangia l’M5s e di notte idv . Sopratutto a questo ultimo ha dedicato gli ultimi sforzi possibili, evidentemente per riconoscenza morale, per evitare che tonino sia distrutto e risucchiato dalle voragini aperte dai suoi dirigenti.<br />
Travaglio  punta il fenomeno grillo , l’ M5S, da non confondere con l’ MI5, il servizio di sicurezza inglese, sicuramente prima che l’M5s passasse a doppia cifra nei sondaggi . Perchè. perchè e’ convinto, ha la granitica certezza, che Di Pietro possa guidarlo o che di Pietro possa influenzarlo come fece con il Popolo Viola. (altro fenomeno spurio , nato a sinistra e finito a destra, con il suo mentore oggi, Mascia, che è grigiamente candidato per rivoluzione civile nella regione lazio) Ma non attacca. L’M5s è troppo radicale e i suoi elettori rifuitano di pietro.<br />
Ma che Travaglio sia più esperto di satira politica che di politica, è un dato di fatto. Questo  lo si capisce dal suo amore cieco che oramai lo vedo scisso tra Grillo e IDV. E’ un amore che lo fa sragionare., facendogli vedere linee politiche che sembrano più un miraggio. Nel 2007, da un lato partecipa al primo Vday , ma  consapevole (allora) della caducità del fenomeno.  passa al tifo per di pietro. La scelta per dipietro, è senza tentennamenti. Il passo ufficiale è del 2008 , con la sua dichiarazione di voto per il Tonino di montenero ”voto idv…in attesa di un nuovo Einaudi..”.<br />
Travaglio in passato ha votato lega , perché ? perchè disse che avrebbe votato chiunque pur se contro b. che aveva affossato il suo guru montanelli.<br />
Ma alla sua compostezza torinese non rinuncia, e così continua a giustificarsi . ” …voto idv in attesa di un nuovo Einaudi..”. Ma a voglia ad aspettare. Infatti il suo purosangue , il suo cavallo di razza, pur dotato di un certo fiuto politico, non pare essere un cavallo vincente. Di Pietro ha più di una greppia che impedisce di identificarlo come il capo di una destra liberale, Einaudiana poi. In primis  il fatto che nel partit  o nella sua area politca è incluso il seguito  anche famigliare. E poi il partito. Più che un rappresentante della destra liberale in politica, Antonio di pietro, . sembra il più scafato dei democristiani. Arruola schiere di ex DC di prima e seconda repubblica tanto da far impallidire un partito come l’udeur di mastella- Infatti da quello, e da scheggie di  altri partitini come il psdi,  centro cristiani democratici &amp; c., dalle loro  ceneri, prenderà finalmente  forma, a livello nazionale l&#8217; idv tanto agognata. Ma non ostante il “puzzo” di dc , troppo forte per uno come Travaglio,  i due , anche grazie al potere mediatico raggiunto dal giornalista, continuano a strizzarsi l’occhio, forse condividendo, a torto o a ragione, , il disegno, “illusorio”, di manipolare l’italia – di destra- a loro immagine e somiglianza.<br />
non molto tempo tempo ci si accorgerà che  la realtà è più forte dell’immaginazione.  travaglio distrugge più di costruire  tra una bordata a  Berlusconi e una al Pd.  Ma per spiegarci il  perchè rileggiamo   in una lettera al giornale del 2007 , precisamente datata il 24.7.,2007 , che travaglio dichiarava di essere da sempre stato un anti comunista. Ma di quale comunismo parliamo ? quello di Breznev ? il post bolscevismo ? quello di Stalin  dittatoriale ? quello economico di Karl marx ? no.<br />
Parrebbe che lui sia un anticomunista di quel comunismo specialmente italiano.<br />
Infatti la critica a Berlusconi non parte dal fatto che egli sia il male punto. La critica va direttamente alla giugulare dell’asse di potere che lui crede un’unica cosa, tra il pdl e il Pd, non appena la cronaca glielo permette, perché il pd si sarebbe alleato nella gestione del potere con i “PDL ” dando fastidio – evidentemente a qualcuno che, come Travaglio, del PDL non è.<br />
Questa tesi l’ha sciorinata in tutte le salse nei suoi post con i video, che a partire dal 2005-6, ospite del blog di grillo,. hanno cominciato a spennare quel che restava del pci-ds-pds. IL pd dal canto suo non è che non abbia fatto del suo meglio per tenere lontano ogni critica.<br />
Soltanto recentemente ha cominciato a parlare di primarie alla pd e o di parlamentarie. E adesso si trova immerso negli scandali.<br />
Ma questo è un altro argomento. E così il nostro pignolo cacciatore della arca della destra perduta, incomincia a narrare, come le favole per bambini, uno per uno, tutti “gli inciuci” del pd, con la pdl e prima dei ds e dell’eredità dell’ ex pci,<br />
Nessun dubbio che meriti un’altra medaglia anche per questo. E sicuramente qualcuno gliela darà.<br />
Tuttavia Chi ha a cuore l’informazione, si chiede ma da che parte porta questo picconamento?<br />
Non si può non essergli grato per la precisione chirurgica con cui è andato a scovare le distorsioni nelle nomine dei loro fedelissimi, e nei comportamenti , e nella gestione di tutti o quasi i big del più grande partito di centro sinistra.<br />
Da d’alema a veltroni , da fassino a violante e alla finocchiaro, per non parlare della bindi.<br />
Su Bersani, non avendo molto, suole ripetere che Riva lo pregò di non far insistere a realacci (legambiente) la sua lotta contro L’ilva. E non avendo altro lì si è fermato, dovendo inghiottire il fatto che è proprio un ex comunista italiano. E’ dura per lui. Bersani, e&#8217; un ex comunista italiano, e piaccia o non piaccia al fustigatore, sarà il candidato premier del PD.<br />
Ma il suo stile didascalico a volte è  iperbolico quando si mette intesta di forgiare e l’arca di una destra immaginaria. Tuttavia  la linea politica   non emerge. Fonda tesi politiche più su i demeriti degli altri che su i ,meriti propri., tuttavia, complice l’idiosincrasia per il potere giudiziario di B., il rapporto con le procure si rafforza. E di qui nasce il giustizialismo , e la sua versione “post” , con Ingroia con Bonelli e Ferrero e de Magistris nella veste di allenatore da Napoli. Una squadra da i colori rosso arancioni neri in casa, e bianco e  righine verdi fuori. Seguendo le   tesi, e forse le suasioni, di più di un giurista (forse lo stesso di pietro ? o colombo ? o di cordero ? di cui travaglio è un ammiratore.) , il suo blog cresce di livello, soprattutto sotto il profilo processuale e penalistico.Non meraviglia quindi che ad un certo punto Travaglio, che è laureato in scienze politiche, si esprima più o meglio di illustri giureconsulti e che il suo stile in certi commenti sia pari a quello di un magistrato di Corte Costituzionale.<br />
E così l’8 luglio 2008 insieme all’ex pm è alla manifestazione in piazza navona, No Cav Day, organizzato da Paolo Flores d’Arcais, Furio Colombo e Pancho Pardi per protesta contro le cosiddette “leggi canaglia” varate nei primi mesi del Governo Berlusconi. Oltre a Travaglio e agli organizzatori, sul palco si sono alternati manco a dirlo, Antonio Di Pietro, la Sabina Guzzanti, e la Rita Borsellino, e poi Moni Ovadia e, in video conferenza, Beppe Grillo.<br />
Nel 24 febbraio 2009 viene premiato dal DJV – Associazione dei Giornalisti Tedeschi – come miglior giornalista e scrittore per la libertà di stampa. Siamo all’apogeo.<br />
Ma   la linea politica non ne trae giovamento in termini di chiarezza. di Dipietro e Travaglio sono d&#8217;accordo quando parlano di manette. Ma per il  resto cosa li unisce ?     L’anti comunismo viscerale ?   . il fatto che sono cattolici ?  . Travaglio si definisce un liberal-einaudiano, (roba da ridere all’epoca di monti ). Una linea che non corrisponde ad alcun modello idealistico o tantomeno ideologico , ne tantomeno , come si divertiva a scherzare con l’amico tonino, a quella del post ideologico.<br />
Indiana Travaglio compie non pochi sforzi dunque, per distruggere chiunche non sia della linea dell’arca  einaudiana che non c’è-.<br />
-il figliol prodigo “orfano” di Indro Montanelli, dovrà fare i conti con la realtà e con il fatto che Politica non è una parola leta sul giornale.<br />
Le idee esistono e provengono dalla matematica dei rapporti sociali. Poi ci sono  le strategie . E di fronte hanno un colosso delle due come la linea politica ( ex pci )  e la strategia    Real  politik di dalema. non sono quisquilie. Ma jones fatica a comprendere. e squaglia. al sole. assai più concreta semmai è la strategia  di di pietro .Lui sa che  In italia c’è un fenommeno politico chiamato  dc. Che non è soltanto una parola. E’ molto di più. Ma a travaglio jones,il dato sfugge,  . e così a sua insaupta l&#8217;ex idv mischia in un pentolone giovani idealisti con vecchietti da pentapartito  scafati a tutto, politicamente.<br />
 IL caso della val di susa è quello fa  accusare il papa Travaglio  il pd di epurare i suoi dirigenti locali, perché contrari alla Tav e alle decisioni del gotha pdiino. LA bolla travagliese fa accusa al  pd di comandare in tutta italia con un piccolo ghota di gente. Di essere Oligarchico. Ma nel caso di pietro e del famoso cerchio magico che gli ruota intorno, accusato da i militanti del partito Idv di autoreferenzialismo, assorto alle cronache del Tribuno.com,  travaglio, non parla. Non parla nemmeno del fallimento politico del suo oggetto del desiderio, lo spurio Idv., ma anzi prova a giustificarlo  con il  memorabile articolo&#8221;due o tre cose che so di dipietro&#8221;.Non sono degne di notizia le accuse   fatte da decine di militanti  di &#8220;più democrazia  no all’ autoritarismo,  no a espulsioni sommarie &#8220;. Per ravagvlio fa notizia la Tav e l&#8217;oligarchia pd Punto.<br />
Ma ancora. Nell’editoriale del 19.1.2013, Travaglio accusa il Pd di&#8221; furberia&#8221; con la scusa di parlare di desistenza , perché sarebbe bollato come colpevole di  aver chiesto ad Ingroia “desistenza spontanea e gratuita” nelle tre regioni chiave : Lombardia , Sicilia, Campania.<br />
Indiana Travaglio, accusa il Pd non perché   invitava a fare desistenza , ma perché dice lui :” il Pd avrebbe osato per la prima volta nella storia delle elezioni di chiedere desistenza”. Ma  poi , subito dopo  ammette  che la desistenza di fatto fu già praticata.<br />
Quando ?  Jones  dice “Nel 2001 (con la desistenza ) di pietro fu tenuto fuori con una mossa – dice il moralizzatore – talmente astuta da regalare la vittoria a B.” Poi Indiana attacca di nuovo Bersani che avrebbe bollato i partiti personali come “un cancro per la democrazia” .Perchè ? Perchè a detta di Travaglio, Bersani in realtà non parlava contro monti e Berlusconi e non contro di dipietro e la sua idv-lista di pietro, partito personalissimo, bensì con la nuova creatura del laboratorio politico post giustizialista. Il nuovo ossessivo mantra la “Rivoluzione civile”.<br />
Secondo il papa “travagliese” Bersani starebbe sbagliando nelle sue critiche  (ovviamente quelle da lui estrapolate) perchè    Rivoluzione Civile non sarebbe un partito personale, bensì un’ unione di 6 tra partiti e movimenti. Bene. Ma contraria a questa tesi ci sono tre osservazioni da fare. La prima.<br />
La somma dei sei partiti che compongono la “federazione” di voto, “Rivoluzione Civile”, dietro la quale si celano alcui vecchi capi partito, permetterà il superamento del quorum e il ripescaggio degli stessi singoli personaggi in alcuni seggi. Rivoluzione civile è una federazione di partiti o di ex partiti molto simile alla sinistra arcobaleno di Bertinotti che si attestò al 3% dei suffragi ma con la differenza che la Sinistra si ispirava all’equivalente tedesco “De Linke” dell’epoca, mentre “Rivoluzione civile” con le due siringhe di giustizialismo (magistrati in politica) anzi tre,di pietro , de magistris e ingroia si tinge di un colore che sarà continuamente cangiante, indecifrabile , tipo il Milan , che ha la maglia arancio/rosso-nero in casa e in trasferta bianco con righine verdi. Il calcolo politico invece è chiaro : con i voti della sinistra arcobaleno ( 3% che perse le elezioni nel 2008) e quelli dei giustizialisti (Ingroia 1,5,% di pietro 2% ) l’armata dovrebbe marciare dentro il parlamento. Ma dopo ? Travaglio cita l’astuzia del pd. Astuzia per astuzia non si può dimenticare che la trasmissione dove lui è editorialista e coautore , Servizio Pubblico, ha regalato quasi 4 punti di share non nel 2001 , o nel 2011, ma precisamente nel mese di Gennaio 2013, a ridosso delle elezioni, proprio a B.<br />
La seconda è che chi ci guadagna da un aumento dei voti per B. ? proprio Rivoluzione civile , dato che B   sottrae, come un vaso comunicante, voti dal bacino di utenza di grillo, il quale è diretto concorrente di dipietro e soci. Capito ?  D’altronde che la storia ricordi non c’è mai stata una vittoria di IDV – ID PIETRO che abbia coinciso con una vittoria della sinistra . Semmai è il contrario. Eppoi i membri di rivoluzione civile dimenticano che di Pietro nel 2008, sottrasse voti proprio alla sinistra arcobaleno, escludendola di fatto dal parlamento.<br />
Senza essere elefanti ricordiamo che non il Pd, ma gli ex deputati di Idv salvarono B. nel 2011 e non nel 2001, con il gruppo politico capitaneggiato da Scilipoti.<br />
Nessuno qui vuole stringere alle corde Di Pietro. IL Pd ha difetti nessun dubbio . Ma La terza domanda rappresenta il dopo. Il programma. Travaglio giura e spergiura che rivoluzione civile è per la legalità per l’ambiente e per il lavoro. In parlamento, il rischio delle contraddizioni è piuttosto alto. E qui l’analisi di indiana travaglio perde colpi e manca di lucidità., come di consueto per lui quando passa dalle analisi giudiziarie, dall’ironia e al paradosso , la satira politica alla politica vera.<br />
A Jones  travaglio sfugge completamente la realtà politica e il rischio, certo e concretissimo di una spaccatura dopo il voto.<br />
Rivoluzione civile dentro il parlamento e forse anche fuori si romperà. Lo dice la matematica degli eventi<br />
E poi proprio nulla hanno in comune bonelli, Ingroia, de magistris , di pietro e ferrero.<br />
Nessuno di questi personalissimi capi del gruppo di movimenti e di partiti che formano rivoluzione civile sono, men che meno , una novità politica.<br />
Legalità ambiente lavoro. Di pietro a proposito di ambientalismo non è che abbia le idee chiare. Sul ponte sullo stretto cambiò diverse volte opinione: nel luglio 2006 “Non ho mai detto di volere il ponte, ho detto solo che bisogna completare il progetto per capire se è fattibile o meno” Ma pochi mesi dopo dalla Gabanelli “Non basta dire: il ponte non si fa. Bisogna discuterne e poi se ne vale la pena: perchè no?” , così il 25 ottobre 2007 i Verdi (proprio bonelli) proposero un emendamento per sopprimere la società del Ponte. Ma la maggioranza dell’epoca, non ostante i due militassero insieme, andò magicamente sotto: chi remò contro ?. Sulla guerra in Mali poi Ferrero e di Pietro sono d’accordo è chiaro.No. Ma allora per la Libia era per un ni. Convinto pacifista ?<br />
Legalità , dell’ambiente e del lavoro dice travaglio il sinistrorso.<br />
Ma le contraddizioni e le basi politiche di riferimento di questo movimento sono melliflue.<br />
La posizione politica degli arancioni di De Magistris infatti è aloro volta ancora più distinta. che si dichiarano apertamente radicati nella tradizione morale di Berliguer segretario del PCI italiano, e quindi solidamente a sinistra per non dire comunista, non è sovrapponibile nemmeno per sbaglio a quella di Pietro e di Travaglio, che come Ferrero (si fa per dire), invece, si è sempre dichiarato anti comunista, così almeno dichiarava in un intervista. “Io sono anticomunista oggi come lo ero allora. Però non c’è più il comunismo, e quindi non mi sembra il caso di perdere tempo. Sarebbe come schierarsi contro i cartaginesi”. E dunque essere schierato per rivoluzione civile cosa è se non perdertempo ? slogan a parte travaglio non ricorda che nella storia non è mai esistito un partito infiltrato a sinistra che abbia una tale mancanza di una benché minima comunità di idee tra i suoi partecipanti come purtroppo quello di Ingroia, e quindi di una vera identità politica.<br />
Si tratta di un unica ciotola dove si mescoleranno i geni della post ideologia dall’ex IDV, il partito di di Pietro, ( speriamo solo quello e non i suoi avvocati),  l&#8217;ambientalismo anni 90 di Bonelli, i duri e puri alla ferrero. E allora a che serve pagare gli stipendi a questi qua ?<br />
La ricerca della destra perduta,  l&#8217; arca mirabile piena  di personaggi del passato,  porterà danno alla sinistra che perderà l’occasione , l’ennesima , di essere credibile.<br />
Chi si avvantaggerà di questo ? Quanti a destra bramano per la fuga, nel nome della real politik di Dalema , del Pd verso le braccia di Casini  Con il bene placito di indiana travaglio in un parlamento   a sinistra avrà  un infiltrato, in quanto non di sinistra, di pietro, e a destra b. che travaglio detesta non solo perché non è di quella destra immaginaria che piacerebbe a lui , ma anche perché in realtà è un distruttore di Msi e soci. Ma allora ma se la destra è immaginaria , come dice lui, Travaglio jones, non è forse inutile perdere tempo con   la ricerca ?<br />
Non servono dunque ulteriori prove per dimostrare che con questi protagonisti, la sinistra unita al giustizialismo è destinata a perdere potere e consensi nel paese.<br />
Dispiace per Ingroia e de Magistris certo, ma l’unica sicura desistenza nel prossimo parlamento sarà quella di non avere un altro miraggio “sulle tracce della grande arca della destra perduta “ . Ma faccio a questo punto una domanda secondo gli italiani di quella destra immaginaria , dopo quanto accaduto in IDV, di pietro avrebbe meritato di finire in parlamento ^?<br />
Caduta Idv , la risposta aveva provato a darla di pietro, più  scaltro in politica con i fatti che travaglio con mille parole.  Per di pietro li ragionamento politico vale  nulla . conta la strategia di mediatica e di voti. poco importa se la sua creatura  con la maschera giustizialista, somigliava  più ad un dopolavoro per pensionati dc e psdi , ad un transatlantico rosso e bianco che ad un popolo viola.<br />
Ma poi sono venuti degli arresti (maruccio) , e delle indagini  giudiziarie , purtroppo report, e una gestione dirigenziale politicamente malaccorta. E il castello è crollato. Per colpa dei dirigenti. ? Io direi anche e sopratutto per colpa dell’assenza di  una linea politica e al fatto del colloca,mento provvisorio nella sinistra radicale con personaggi prvenienti da un &#8216;area moderata cattolica.  a mio giudizio un mosro politico , non perfcepit in tutta la sua artificialità , grazuie anche alla copertura mediatica di travaglio , che mescolava li tutto sapientement in salsa  manettara.  .<br />
Ma i due se ci fosse stata ancora la Dc, starebbero divisi e non unit. Dipietro lo avrebbe mollato per finire , nella   sinistra- destra dc, semmai, con competenze sulla  legalità e organizzative. Mentre Travaglio, pr come vedo io le cose,  sarebbe iscritto  nei repubblicani.<br />
Tutto qui. Ecco allora l’arca di Ingroia,   la terra promessa, la mecca della destra einaudiana, la quale confezionata  per l&#8217;elettorato di sinistra , veleggia inesorabile nel nostro parlamento, come un cavallo di troia dipinto all&#8217;esterno con  tinte arancioni, rosse verdi , e al&#8217;interno   bianco e nere.<br />
Tipico no ?</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Il romanzo dell&#8217;economia di giulio</title>
		<link>http://miguelgotor.italianieuropei.it/2012/10/il-romanzo-delleconomia/#comment-172</link>
		<dc:creator>giulio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 13:09:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://miguelgotor.italianieuropei.it/?p=1375#comment-172</guid>
		<description>Gotor ora ci parla anche di economia, ma non è uno storico?
Secondo lui la crisi economica in Italia inizia nel 2008? 
Gli economisti dicono cose molto diverse... Se si guardano con attenzione i dati forniti dal FMI, BCI ed altri istituti, è palese che in Italia iniziamo ad avere cresita del debito sia pubblico che estero, della disoccupazione, la discesa delle partite correnti, fino ad andare in negativo... Già dal 1998</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gotor ora ci parla anche di economia, ma non è uno storico?<br />
Secondo lui la crisi economica in Italia inizia nel 2008?<br />
Gli economisti dicono cose molto diverse&#8230; Se si guardano con attenzione i dati forniti dal FMI, BCI ed altri istituti, è palese che in Italia iniziamo ad avere cresita del debito sia pubblico che estero, della disoccupazione, la discesa delle partite correnti, fino ad andare in negativo&#8230; Già dal 1998</p>
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