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«Berlusconi, un leader in crisi che va sconfitto con il voto. Il popolo viola? È gia politica»

«Il popolo viola è già politica, ma i partiti evitino strumentalizzazioni...». Miguel Gotor, giovane storico all'Università di Torino, è convinto che in Italia si sia aperta una fase nuova ma non si fa illusioni: «Il tramonto di Berlusconi sarà lungo e velenoso ». Ritiene che l'«antiberlusconismo democratico» sia un fenomeno importante. «Dobbiamo sapere però che in Italia ci sono due minoranze mobilitate, berlusconiani e antiberlusconiani. Il resto è altrove».

Quindi lei è convinto che si stia chiudendo l'era Berlusconi? 
«Credo sia in crisi la leadership di Berlusconi. Su questo aspetto ho tre certezze. La prima è che l'uscita di scena sarà lunga, difficile e velenosa. La seconda è che sarebbe un errore pensare di sconfiggere il premier attraverso la via giudiziaria o con una spallata. Se mi passa la metafora:come in un combattimento "Sumo" Berlusconi deve essere "schienato" per via elettorale. Cioè messo a terra, ma politicamente: il centrosinistra deve entrare nel suo blocco sociale ».

(l'Unità, 9 dicembre 2009)


All' epoca del sequestro Moro, aveva solo sette anni. Di quei giorni gli sono rimasti dei ricordi confusi, una macchia di nero allungata sulle bare, le vedove della scorta che piangono i loro morti. «Sono i miei primi ricordi civili», racconta Miguel Gotor, giovane modernista prestato con successo alla storia contemporanea.

(la Repubblica, 15 luglio 2009)

Onorevoli Deputati, Onorevoli Senatori, è per me un onore essere stato invitato a ricordare la figura di Enrico Berlinguer, uno dei maggiori protagonisti della storia dell'Italia repubblicana, e di ciò ringrazio i parlamentari del Partito Democratico. Mi è stato chiesto, nello specifico, di soffermarmi su un aspetto della politica di Berlinguer che non ha avuto una particolare fortuna nel dibattito pubblico italiano, quello dell'austerità. Si tratta di un tema che la crisi economica dei nostri giorni ha riportato in auge non tanto come proposta di politica economica, ma piuttosto come suggestione di ordine morale che conserva, forse oggi più di ieri, elementi di stringente attualità.

L'austerità obamiana di Berlinguer

Un'idea attuale del suo pensiero per una nuova qualità dello sviluppo

 L'idea di austerità di Berlinguer è fra le più significative e tortuose del suo pensiero, ma non può essere ridotta a una semplice istanza moralistica o a un rifiuto intransigente del mondo dei consumi. In realtà, la questione mi sembra più profonda e grave. Berlinguer nel 1977 era convinto di una crisi imminente del modello di sviluppo capitalistico, un pensiero spiegabile con la crisi petrolifera del 1973, con la sconfitta degli Stati Uniti in Vietnam, con la diffusione di regimi socialisti in Africa, con la crisi sociale presente nelle principali aree urbane del pianeta. 

(Europa, 22 maggio 2009)

Per ascoltare i cinque interventi nella trasmissione radio clicca qui

- 2 giugno: lettera sulla Festa della Repubblica
- 3 giugno: lettera su Emilio Alessandrini
- 4 giugno: lettera su Walter Tobagi
- 5 giugno: lettera su Fulvio Croce
- 6 giugno: lettera su Valentina Fresu

A seguire i testi delle cinque lettere 
Per ascoltare la trasmissione radio a cura di Alessandro Forlani clicca qui

Presentazione della trasmissione:

Delitto Moro: negli scritti dalla prigionia la traccia di un segreto

Il nostro viaggio nel ricordo e nel tentativo di spiegazione del delitto Moro, fa tappa oggi sul tema degli "scritti dalla prigionia". Moro redasse quasi cento lettere, quasi tutte recapitate, anche se molti dicono ufficialmente di non averle ricevute, e piu' di 400 fogli di memorie, che costituivano le risposte all'interrogatorio dei suoi carcerieri. Una parte di questi testi fu resa pubblica già durante i 55 giorni, ma non venne considerata autentica. 

 Nuova edizione delle lettere con molte novità

(ANSA) - ROMA, 13 MAR - Le lettere di Aldo Moro dalla "prigione Br" senza manipolazioni o censure, e soprattutto con diverse novità. La principale è che durante i 55 giorni furono almeno 36 - e non 28 come si riteneva finora - le missive che uscirono dalla prigione e vennero consegnate ai destinatari. 

Le lettere dalla prigionia di Aldo Moro sono il prodotto di una storia crudele e hanno avuto un percorso assai accidentato sino a diventare l'esatta metafora della tormentata vicenda che testimoniano. Si tratta di 97 messaggi tra missive, biglietti e testamenti, ma soltanto una trentina di lettere furono distribuite dai brigatisti nel corso del sequestro e appena otto vennero pubblicate sugli organi di informazione e quindi concorsero a formare l'immagine pubblica del prigioniero durante quei 55 giorni.  

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