Che politica da sottosistema – Il midollo del leone di Alfredo Reichlin

«Credevate nella rivoluzione?»: con questa
domanda Vittorio Foa si rivolse una volta all’amico Alfredo Reichlin, dirigente
comunista di lungo corso e rispettato protagonista della vita politica italiana
degli ultimi cinquant’anni. Il volume Il midollo del leone. Riflessioni
sulla crisi della politica

(Laterza, euro 15) prova a rispondere al quesito con una partecipazione
esistenziale e civile fuori dal comune. 

(Il sole 24 ore, 6 giugno 2010)

 

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Una cella di cielo e mare

«Carlo sta bene, è un
pochino smagrito. Ha un’aria più da uomo serio. Mi domando se ci sciuperanno tutta
la gioventù». Con queste parole la moglie
di Carlo Rosselli, Marion Cave, esprimeva la propria preoccupazione per
l’imminente processo al marito, accusato di avere favorito la fuga in Francia
di Filippo Turati. Ne seguì la condanna e dunque il confino, prima a Ustica e
poi, dal dicembre 1927, nell’isola di Lipari.

(Il Sole 24 ore, 14 giugno 2009)

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La recita antifascista

Ieri, tre ore di lezione, la finestra
spalancata sull’incipiente primavera, la Mole alle spalle, alle spalle della
Mole il profilo delle Alpi. E da quella finestra sale lungo l’aria frizzantina
una voce megafonata, che disturba e incuriosisce al tempo: «Fuori i fascisti
dall’università!». Cosa succede?

(La Stampa, 20 marzo 2009)

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Giovani di An, non è più tempo di elfi – La Stampa, 22 settembre 2008

Le recenti parole di Gianfranco Fini, opportunamente rivolte a una platea di giovani militanti di An, devono essere salutate con giubilo e rispetto dai democratici di questo paese: anche la destra deve riconoscersi «in pieno in alcuni valori della nostra Costituzione: libertà, uguaglianza, giustizia sociale. Valori che sono a tutto tondo antifascisti» e «non può esistere una democrazia che neghi l’antifascismo». Il presidente della Camera ha poi contestato le precedenti sortite di Alemanno e La Russa. Al sindaco di Roma, che ha distinto tra fascismo «complesso» e leggi razziali cattive, ha mandato a dire: «Le leggi razziali sono state un’infame abominia, ma il fascismo tutto è negativo, è stato una dittatura che ha negato alcune libertà fondamentali». 

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Dionisotti, una generazione di azionisti maestri di se stessi – La Stampa, 22 luglio 2008

A dieci anni dalla morte di Carlo Dionisotti, insigne storico della letteratura italiana, giunge inaspettata e perciò ancora più gradita questa sua raccolta di Scritti sul fascismo e sulla Resistenza (a cura di Giorgio Panizza, Einaudi, pp. LXVIII-276, euro 25). Gli oltre quaranta saggi sono stati scritti nel biennio 1944-1946 e tra il 1964 e il ’68. Forse non a caso, ma col senno di poi, i due soli periodi della recente storia italiana caratterizzati da un fecondo lievito riformatore, un impasto di progetti e di speranze di cui l’autore registra la consistenza iniziale e il progressivo scadimento.

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Nel “Diario di guerra” l’altra Italia di Trentin – La Stampa, 17 giugno 2008

Se oggi, a meno di un anno dalla morte di Bruno Trentin, possiamo leggere il suo Diario di guerra (Donzelli, pp. 226, euro 16), lo dobbiamo alla moglie Marcelle Padovani, la quale, frugando tra le carte del marito, ha scovato una vecchia agenda di tela nera che è riuscita a trasformare in un estremo atto d’amore. Trentin redasse questo “Journal de guerre” che non aveva ancora compiuto 17 anni e lo scrisse in francese perché era nato oltralpe dopo che il padre Silvio vi si era rifugiato a causa del regime fascista. 

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Per Pansa un via col vento all’Emiliana – La Stampa, 16 maggio 2008

Dopo una serie di fortunati saggi dedicati alle violenze inflitte dai partigiani ai fascisti nel periodo successivo alla fine della Resistenza, Giampaolo Pansa si cimenta ora con la scrittura di un romanzo, I tre inverni della paura, in uscita da Rizzoli. Come testimoniato dall’autore; egli ha raccolto il suggerimento di «una ragazza di destra», che nel corso di una presentazione del libro Il sangue dei vinti lo avrebbe invitato a scrivere il «Via col vento della guerra civile italiana». Detto, fatto.

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