Sul pendolo costante del Pd


Due fili tanto
sottili da sembrare invisibili uniscono la trama bipolare italiana: il primo va
da Berlusconi a Vendola passando per Veltroni, il secondo da Fini a D’Alema
passando per Casini. Tali personalità, seppur divise in destra, sinistra e
centro, sono accomunate da una medesima cultura politica.

(Il sole 24 ore, 24 maggio 2010)

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Rischi di una sinistra anti-italiana

Perché la sinistra europea, quella che un tempo
chiamavamo socialdemocrazia, continua a perdere contro il centro-destra, pur in
tempi di crisi economica che dovrebbero, in teoria, incoraggiarla? Per capirlo,
almeno per quanto riguarda l’Italia dobbiamo tornare a qualche giorno fa. Nel
corso della presentazione di un libro di Biagio De Giovanni, A destra tutta.
Dove si è persa la sinistra?
(Marsilio),
Massimo D’Alema ha affermato che ci sarebbe «un anti-berlusconismo che sconfina
in una sorta di sentimento anti-italiano. Questa concezione di una minoranza
illuminata che vive in un Paese disgraziato è l’approccio peggiore, subalterno,
che possiamo avere. Piuttosto bisogna sforzarsi di capire le ragioni della
destra. Una destra nuova, post-liberale, anzi spesso illiberale».

(Il Sole 24 ore, 30 settembre 2009)


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