Il bipolarismo naviga a vista

Il corpo italiano è
sottoposto a una fibrillazione ormai ventennale che ripropone continue
variazioni sul tema di un medesimo conflitto: Berlusconi sì, Berlusconi no,
oppure dipende. I più ottimisti per descrivere questa lunga fase osano ancora
parlare di “transizione” e intanto i loro capelli si sono fatti
sempre più bianchi. In realtà, un sistema politico che per due decenni indossa
lo stesso abito narrativo è lì a dire che quel vestito, bello o brutto che sia,
lo ha scelto e da esso si sente rappresentato. 

(Il Sole 24 ore, 6 marzo 2010)

Continue reading

Un 30% di buon senso tra i banchi di scuola

Nei
giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha proposto di
fissare un tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle prime classi
elementari, medie e superiori. L’idea non sembra solo ispirata a principi di
buon senso, ma è anche condivisibile per ragioni di carattere culturale, civile
e politico. Anzitutto, non appare opportuno creare delle concentrazioni di
studenti stranieri in determinate classi e scuole che tendono a configurarsi -
come è stato detto – in ghetti di fatto, ossia a diventare il prolungamento
scolastico di agglomerati urbani ad alta densità di immigrazione.

(Il Sole 24 ore, 14 gennaio 2010)

Continue reading

Il premier ferito: seconda Repubblica senza parole

Il linguaggio della politica italiana è
ammalato e non da oggi. Si tratta di un problema serio perché noi siamo il
nostro linguaggio (verbale, corporeo, visivo) con il quale comunichiamo i
pensieri e quindi le intenzioni del nostro agire.
Si dice che il dittatore
Francisco Franco amasse ripetere: «Si è padroni dei propri silenzi e schiavi
delle proprie parole». In effetti, le parole sono importanti, ci servono per
dire il mondo e rappresentarlo, ma «chi parla male, pensa male» urlava Nanni
Moretti contro la vittima di turno delle sue nevrosi postmoderne. 

(Il Sole 24 ore, 16 dicembre 2009)

Continue reading