Il «divo Giulio», il grande concimatore – La Stampa, 25 maggio 2008

Un film su Andreotti, per riuscire, doveva evitare due scogli: l’effetto «Bagaglino», che ricorre in analoghe fictions televisive, e lo spettro neo-realistico del film di denuncia moralista, naturaliter contro il cinquantennio di regime democristiano. Sorrentino vince la sfida in quanto non elude l’ostacolo, ma lo affronta con coraggio. Anzitutto, sceglie la cifra della surrealtà e il registro della trasfigurazione caricaturale per raccontare il «divo Giulio» e la sua corte. In secondo luogo, costruisce il film attraverso un minuzioso scavo archivistico, mettendo in bocca ai suoi personaggi una serie di frasi tratte da interviste, atti processuali, commissioni d’inchiesta e dichiarazioni ufficiali.

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