La vera faccia della Lega

«Bisogna respingere gli immigrati, ma non possiamo sparargli, almeno per ora». Con queste incredibili parole il leghista Castelli, ex ministro della Giustizia e attuale viceministro alle Infrastrutture, ha commentato gli ultimi episodi di Lampedusa; del resto «contro le Brigate rosse cosa abbiamo fatto?» ha concluso per puntellare il suo strampalato ragionamento.

(la Repubblica, 13 aprile 2011)

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La lunga estate di Fini, leader senza impazienza

Alla
vigilia della pausa estiva il presidente della Camera Gianfranco Fini ha
continuato a smarcarsi dal presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi giocando in attacco sul filo del fuorigioco: un modulo
calcistico che prevede un notevole dispendio di energie e dunque richiede uno
stato di forma impeccabile e una continua attenzione ai movimenti d’insieme dei
giocatori in campo.

(Il sole 24 ore, 27 luglio 2010)


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Ghe pensi mì? No, l’Umberto

“Ghe
pensi mì”: al rientro dal suo viaggio a Panama, Berlusconi si è espresso in
dialetto milanese per raccogliere le energie necessarie a fronteggiare una
crisi di appannamento della sua leadership senza precedenti. Il messaggio ha
raggiunto chi di dovere e il capo della Lega Bossi, sfoderando un repertorio di
simboli e immagini propri della mitologia leghista più tradizionale, si è detto
convinto che il presidente del Consiglio “se la caverà”  perché una di queste mattine, novello
Alberto da Giussano, “si alzerà , scoprirà che la spada è ancora affilata e la
userà per fare la guerra”. 

(Il sole 24 ore, 18 luglio 2010)

 

 

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Ora l’Italia è tornata sulla terra

La principale novità di
queste ultime settimane è che il premier Berlusconi non è più attaccato a causa
dei propri comportamenti privati o abitudini sentimentali come è avvenuto in un
recente e poco commendevole passato, ma per ragioni di carattere più propriamente
politico. Siamo tra quanti ritengono che l’esperienza del Cavaliere sarà ancora
lunga e ricca di sorprese, ma è fuor di dubbio che essa stia attraversando una
fase di stallo e una crisi di prospettive senza precedenti.

(Il sole 24 ore, 1° luglio 2010)

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Una diversa idea di Italia e di partito

 

Il
discorso di Fini alla direzione nazionale di ieri ha definitivamente chiarito,
se ce ne fosse stato ancora bisogno, che lo scontro in atto con Berlusconi non
è provocato da ragioni di carattere personale o di potere. Un concetto
impegnativo ha assediato il suo discorso, quello di eresia. Fini ha pronunciato
questa parola decine di volte per negarla, ma così facendo l’ha amplificata
finendo per rafforzarla tra qualche applauso e molti fischi.
Il dissenso si
basa su quattro punti di non poco momento se si vuole continuare a militare
nello stesso partito.


(Il sole 24 ore, 23 aprile 2010)

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Lega e regionali: il segreto di quei giovani senza fronzoli

La Lega ha stravinto le
elezioni regionali e un simile successo richiede una spiegazione che rinunci a
ogni semplificazione. La Lega si afferma nella parte più produttiva del paese,
in una delle zone più ricche d’Europa e del mondo non perché razzista e
secessionista. In Veneto alle politiche del 2006 aveva l’11,1% dei voti, oggi
ha il 35,15% e un raccolto tanto copioso in un solo quadriennio non è certo il
frutto di una propaganda impostata su questi temi di rottura: evidentemente c’è
dell’altro.

(Il sole 24 ore, 31 marzo 2010)

 

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L’Italia è una sola ma che fatica

Centocinquanta anni
meno uno: è iniziato nei giorni scorsi il conto alla rovescia per le
celebrazioni dell’unità di Italia. Il nostro paese arriva all’appuntamento
stanco e sfiduciato, avviluppato in un mediocre e litigioso presente e, quel
che è peggio, all’apparenza incapace di progettare il proprio futuro. Le
ragioni sono diverse, due le principali. Anzitutto, la difficoltà di
immaginarsi dentro un nuovo scenario mondiale in cui il ruolo e lo spazio
dell’Italia saranno necessariamente inferiori a quello di media potenza degli
ultimi 60 anni. Un dato di fatto che dipende dall’energico galoppare economico
e tecnologico di altri protagonisti globali, dalla Cina, all’India, al Brasile,
che stanno già spostando le gerarchie fra le nazioni e consolideranno le loro
posizioni.

(Il sole 24 ore, 28 marzo 2010)


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Il bipolarismo naviga a vista

Il corpo italiano è
sottoposto a una fibrillazione ormai ventennale che ripropone continue
variazioni sul tema di un medesimo conflitto: Berlusconi sì, Berlusconi no,
oppure dipende. I più ottimisti per descrivere questa lunga fase osano ancora
parlare di “transizione” e intanto i loro capelli si sono fatti
sempre più bianchi. In realtà, un sistema politico che per due decenni indossa
lo stesso abito narrativo è lì a dire che quel vestito, bello o brutto che sia,
lo ha scelto e da esso si sente rappresentato. 

(Il Sole 24 ore, 6 marzo 2010)

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Lo strano clima delle elezioni light

È strana l’atmosfera di questa campagna elettorale: ovattata nei
modi, povera nei contenuti, ove tutti sembrano riposizionati entro una ritualità
delle buone maniere che nasconde con difficoltà il fuoco che cova sotto la
cenere. Sono trascorsi poco più di due mesi dall’episodio del Duomo, da quando
un esaltato lanciò una statuina contro Berlusconi e lo ferì al volto.
Un tempo
confuso e sospeso che sembra una parentesi, una bolla in cui le parti in causa
recitano un copione già scritto.

(Il Sole 24 ore, 26 febbraio 2010)



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