Troppo facile sparare sullo Stato

L’Italia è il paese delle stragi, delle stragi impunite. L’opinione pubblica ormai lo sa e vive, sospesa tra indifferenza e rassegnazione, la conclusione dell’ennesimo processo senza colpevoli, quello di Brescia, mentre lo scoramento e l’indignazione recintano come un filo spinato i cuori, le menti e i ricordi dei parenti delle vittime e dei superstiti di quella violenza efferata ancora una volta senza giustizia: sete che non trova ristoro.
(Il sole 24 ore, 23 novembre 2010)

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L’indifferenza nordista per una bomba italiana

La bomba della ‘ndrangheta
esplosa davanti alla Procura generale della Repubblica di Reggio Calabria è un
segnale inquietante perché colpisce i simboli e i luoghi delle istituzioni,
laddove sono più fragili ed esposti che altrove. Quando si colpisce una Procura
della Repubblica si vuole «attaccare il cuore dello Stato», una formula antica
e lutulenta che ricorda come la strategia adottata dalle cosche sia intimamente
terroristica.

(Il Sole 24 ore, 6 gennaio 2010)


 


 

 

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Pio La Torre buona politica contro la mafia – La Stampa, 31 luglio 2008

Ieri il ministro della Giustizia Alfano ha annunciato che reintrodurrà il 41 bis per il boss mafioso Nino Madonia. Una buona e attesa notizia che attenua lo sconcerto di quanti avevano dovuto constatare con rammarico come la rinuncia al carcere duro avesse interessato proprio l’assassino di Pio La Torre. Un dirigente politico oggi quasi dimenticato al quale la democrazia repubblicana deve invece moltissimo. 

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