Intervento alla Camera dei Deputati su Enrico Berlinguer – 21 5 09

Onorevoli
Deputati, Onorevoli Senatori, è per
me un onore essere stato invitato a ricordare la figura di Enrico Berlinguer,
uno dei maggiori protagonisti della storia dell’Italia repubblicana, e di ciò
ringrazio i parlamentari del Partito Democratico. Mi è stato chiesto, nello
specifico, di soffermarmi su un aspetto della politica di Berlinguer che non ha
avuto una particolare fortuna nel dibattito pubblico italiano, quello
dell’austerità. Si tratta di un tema che la crisi economica dei nostri giorni
ha riportato in auge non tanto come proposta di politica economica, ma
piuttosto come suggestione di ordine morale che conserva, forse oggi più di
ieri, elementi di stringente attualità.

Continue reading

L’austerità obamiana di Berlinguer

L’austerità obamiana di Berlinguer

Un’idea attuale del
suo pensiero per una nuova qualità dello sviluppo

 L’idea di austerità di
Berlinguer è fra le più significative e tortuose del suo pensiero, ma non può
essere ridotta a una semplice istanza moralistica o a un rifiuto intransigente
del mondo dei consumi. In realtà, la questione mi sembra più profonda e grave.
Berlinguer nel 1977 era convinto di una crisi imminente del modello di sviluppo
capitalistico, un pensiero spiegabile con la crisi petrolifera del 1973, con la
sconfitta degli Stati Uniti in Vietnam, con la diffusione di regimi socialisti
in Africa, con la crisi sociale presente nelle principali aree urbane del
pianeta. 

(Europa, 22 maggio 2009)

Continue reading

Tutto merito dei Jefferson – La Stampa, 6 novembre 2008


Non saremo noi a smentire il refrain che in queste ore accompagna nelle nostre contrade il
trionfo di Obama: ha vinto, ancora una volta, il sogno americano della più
grande democrazia del mondo. Un’opinione comune che unisce sinistra e destra,
quanti scommettevano su di lui, venendo irrisi, e quanti, fino a ieri l’altro, menavano vanto
delle pacche sulle spalle ricevute nel ranch
dell’ex-imperatore George W. Bush; i cantori
dell’America profonda (fucili, petrolio, fondamentalismo religioso e drugstore
), destinati a un eterno trionfo globale sulla scia
del pensiero teocon,
e la spaurita
pattuglia di nevrotici metropolitani ermafroditi, dispersi tra New York, Los
Angeles e San Francisco, buoni solo a guardare «Sex and the city
», ma incapaci di connettersi con la nuova onda
conservatrice della storia del mondo.

Continue reading