Un 30% di buon senso tra i banchi di scuola

Nei
giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha proposto di
fissare un tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle prime classi
elementari, medie e superiori. L’idea non sembra solo ispirata a principi di
buon senso, ma è anche condivisibile per ragioni di carattere culturale, civile
e politico. Anzitutto, non appare opportuno creare delle concentrazioni di
studenti stranieri in determinate classi e scuole che tendono a configurarsi -
come è stato detto – in ghetti di fatto, ossia a diventare il prolungamento
scolastico di agglomerati urbani ad alta densità di immigrazione.

(Il Sole 24 ore, 14 gennaio 2010)

Continue reading

Santi, poeti, navigatori e razzisti – La Stampa, 13 ottobre 2008

Sono trascorsi settant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia. Un tema di cui sempre più spesso si fa un uso pubblico distorto, volto a isolare i provvedimenti del 1938 dal fascismo nel suo insieme e, di conseguenza, a relativizzare i caratteri strutturalmente violenti e illiberali di quel regime e le sue aspirazioni totalitarie. Certo non aiuta a una maggiore consapevolezza il successo pubblicistico di un’insistita vulgata anti-antifascista tesa ad affermare l’idea che in Italia il razzismo non fu un fenomeno radicato, ma il frutto tardivo dell’opportunismo di Mussolini, che le leggi razziali vennero applicate all’acqua di rose. 

Continue reading