Simposi rosminiani – Cattolici carsici nella politica

Al
termine della Resistenza, con la nascita della democrazia repubblicana, i
partiti di massa e i sindacati hanno conosciuto una notevole fortuna come
promotori attivi di rappresentanza politica. Nonostante le profonde diversità
ideologiche e culturali acuite dalla «guerra fredda» tutti i partiti presenti
in Parlamento, non solo quelli del cosiddetto arco costituzionale, hanno avuto
il merito di concentrare nell’Assemblea il confronto politico e la competizione
per il governo del paese. In questo modo le grandi organizzazioni di massa
hanno provato a riempire il tradizionale distacco fra le istituzioni e la
società civile raggiungendo traguardi insperati per l’ancora giovane democrazia
italiana.

(Il sole 24 ore, 29 agosto 2010)



 

 

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Nel “Diario di guerra” l’altra Italia di Trentin – La Stampa, 17 giugno 2008

Se oggi, a meno di un anno dalla morte di Bruno Trentin, possiamo leggere il suo Diario di guerra (Donzelli, pp. 226, euro 16), lo dobbiamo alla moglie Marcelle Padovani, la quale, frugando tra le carte del marito, ha scovato una vecchia agenda di tela nera che è riuscita a trasformare in un estremo atto d’amore. Trentin redasse questo “Journal de guerre” che non aveva ancora compiuto 17 anni e lo scrisse in francese perché era nato oltralpe dopo che il padre Silvio vi si era rifugiato a causa del regime fascista. 

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Per Pansa un via col vento all’Emiliana – La Stampa, 16 maggio 2008

Dopo una serie di fortunati saggi dedicati alle violenze inflitte dai partigiani ai fascisti nel periodo successivo alla fine della Resistenza, Giampaolo Pansa si cimenta ora con la scrittura di un romanzo, I tre inverni della paura, in uscita da Rizzoli. Come testimoniato dall’autore; egli ha raccolto il suggerimento di «una ragazza di destra», che nel corso di una presentazione del libro Il sangue dei vinti lo avrebbe invitato a scrivere il «Via col vento della guerra civile italiana». Detto, fatto.

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