Pio XII e la fabbrica dei santi – La Stampa, 20 ottobre 2008

La Santa Sede ama i tempi lunghi e i passi felpati, in materia di santità e non solo. E dunque l’autorevole smentita di padre Lombardi delle parole del gesuita Gumpel, postulatore del processo di canonizzazione di Pio XII, merita di essere sottolineata, insieme con la volontà di Benedetto XVI di continuare a fare di quella causa «oggetto di approfondimento e riflessione».

Quest’increspatura non è solo il segno di una frizione estemporanea riguardante la diplomazia tra gli Stati e subito ricomposta, né il frutto dell’inopportuna quanto comprensibile reazione di un sacerdote 

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Il vaso di Pandora della “Guerra civil” – La Stampa, 17 ottobre 2008

Nel 2003 fu tradotto dallo spagnolo un libro del politologo Víctor Pérez Díaz, che in Italia – ove non si è secondi a nessuno in quanto a esterofilia e gusto per l’autodenigrazione – venne intitolato La lezione spagnola. Al fratello iberico era riconosciuto il merito di avere evitato la risorgenza di conflitti politici dopo la morte di Franco. Un obiettivo raggiunto grazie al cosiddetto «pacto de olvido», implicitamente stretto tra la sinistra socialista e la destra post-franchista per celebrare la riconciliazione nazionale e aprire la via alla transizione democratica. 

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Santi, poeti, navigatori e razzisti – La Stampa, 13 ottobre 2008

Sono trascorsi settant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia. Un tema di cui sempre più spesso si fa un uso pubblico distorto, volto a isolare i provvedimenti del 1938 dal fascismo nel suo insieme e, di conseguenza, a relativizzare i caratteri strutturalmente violenti e illiberali di quel regime e le sue aspirazioni totalitarie. Certo non aiuta a una maggiore consapevolezza il successo pubblicistico di un’insistita vulgata anti-antifascista tesa ad affermare l’idea che in Italia il razzismo non fu un fenomeno radicato, ma il frutto tardivo dell’opportunismo di Mussolini, che le leggi razziali vennero applicate all’acqua di rose. 

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Nel “Diario di guerra” l’altra Italia di Trentin – La Stampa, 17 giugno 2008

Se oggi, a meno di un anno dalla morte di Bruno Trentin, possiamo leggere il suo Diario di guerra (Donzelli, pp. 226, euro 16), lo dobbiamo alla moglie Marcelle Padovani, la quale, frugando tra le carte del marito, ha scovato una vecchia agenda di tela nera che è riuscita a trasformare in un estremo atto d’amore. Trentin redasse questo “Journal de guerre” che non aveva ancora compiuto 17 anni e lo scrisse in francese perché era nato oltralpe dopo che il padre Silvio vi si era rifugiato a causa del regime fascista. 

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Per Pansa un via col vento all’Emiliana – La Stampa, 16 maggio 2008

Dopo una serie di fortunati saggi dedicati alle violenze inflitte dai partigiani ai fascisti nel periodo successivo alla fine della Resistenza, Giampaolo Pansa si cimenta ora con la scrittura di un romanzo, I tre inverni della paura, in uscita da Rizzoli. Come testimoniato dall’autore; egli ha raccolto il suggerimento di «una ragazza di destra», che nel corso di una presentazione del libro Il sangue dei vinti lo avrebbe invitato a scrivere il «Via col vento della guerra civile italiana». Detto, fatto.

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