La lunga scia di una tragedia

Il 1980 fu un anno
terribile per l’Italia perché il terrorismo raggiunse l’apice della sua spinta
sovversiva. Ormai la memoria di quegli eventi si fa confusa o è del tutto
assente: confusa per chi c’era e, davanti a una minestra fumante, guardava il
telegiornale in silenzio, come se ascoltasse un quotidiano bollettino di una
guerra incivile; assente per chi non c’era e non è stato educato a ricordare.
In
quel tragico anno il terrorismo “rosso” (le Br, Prima linea, il
pulviscolo di organizzazioni nate per imitare i fratelli maggiori) uccise 24
uomini; quello “nero” (con i Nar) ne assassinò 4, rendendo inoltre la
sua manovalanza disponibile a perpetrare il più grave attentato della storia
repubblicana, quello della stazione di Bologna, dove il 2 agosto 1980 morirono
85 persone. 

(Il sole 24 ore, 8 maggio 2010)

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Il «caso Moro» ostaggio di fiction e giudiziaria

Martedì 16 marzo ricorre l’anniversario della strage
di via Fani, quando Aldo Moro fu sequestrato e gli agenti della scorta Raffaele
Jozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Francesco Zizzi
vennero trucidati da un commando terrorista. Col trascorrere degli anni, la
strage di via Fani, il rapimento e la morte dell’uomo politico democristiano si
sono trasformati in un luogo paradossale della memoria pubblica italiana
giacché tutti sono inclini ad affermare il valore simbolico e periodizzante di
quei 55 giorni nella storia repubblicana, ma non esiste probabilmente un altro
argomento in grado di suscitare divergenze interpretative tanto profonde e
laceranti e un comune sentimento di irrisolutezza.

(Il Sole 24 ore, 14 marzo 2010)

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Interventi a «Fahrenheit» – Radio 3, 2-6 giugno 2008

Per ascoltare i cinque interventi nella trasmissione radio clicca qui

- 2 giugno: lettera sulla Festa della Repubblica
- 3 giugno: lettera su Emilio Alessandrini
- 4 giugno: lettera su Walter Tobagi
- 5 giugno: lettera su Fulvio Croce
- 6 giugno: lettera su Valentina Fresu
A seguire i testi delle cinque lettere 

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Nel giorno del dolore i brigatisti stiano zitti – La Stampa, 9 maggio 2008

Oggi si celebra la Giornata della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi, nell’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro. Tale provvedimento, caldeggiato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e approvato in modo pressochè unanime dal precedente Parlamento, ha tra i suoi obiettivi quello di correggere lo squilibrio esistente tra l’esposizione mediatica degli ex terroristi e la coltre di silenzio che, fino a poco tempo fa, avvolgeva il ricordo delle vittime e il quotidiano vissuto dei parenti, troppo spesso abbandonati dalla comunità civile e dalle istituzioni. Per ricucire questo strappo si è avvertita l’esigenza di trasformare quel dolore privato in un rito pubblico, un passo obbligato se si vuole avviare una riflessione critica sugli anni del terrorismo, come da più parti auspicato.

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